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I vini di Carlo Hauner: esaltazione di terra e di mare

venerdì 3 luglio 2020 11:30:10 Europe/Rome

I vini di Carlo Hauner: esaltazione di terra e di mare

By Burton Anderson

 Dopo una stimolante videochiamata con Carlo Hauner, non riesco a immaginare un posto migliore di Salina e le isole Eolie dove vorrei essere in questa strana estate. Magari soggiornando in una camera con vista e il tempo per vagare lungo pendii sassosi con viti e cespugli di capperi, fino a calette appartate con in acque cristalline dove tuffarsi, e soffermarmi infine all’ombra di un terrazzo e pasteggiare coccolato dai sapori della terra e del mare locali.

Quella visita dovrà attendere, ahimè, ma nel frattempo cosa mi impedisce di sostituire la realtà con una cena immaginaria in compagnia di Carlo Hauner degustando i suoi vini? Hauner, come sappiamo, si è costruito la reputazione sulle inebrianti dolcezze della Malvasia delle Lipari Naturale e Passito, ma in questo pezzo l'attenzione si concentra su tre vini secchi ideali da sorseggiare d'estate con i sapori luminosi di Salina, o da bere in qualsiasi periodo dell'anno con piatti ispirati alle cucine di altri mondi.

Salina Bianco IGT da uve Insolia e Catarratto. Vinificato in acciaio e imbottigliato giovane, questo bianco dalla limpidezza brillante conserva freschi sentori floreali e fruttati di agrumi con note saline e minerali che riflettono le origini vulcaniche dell'isola. Considerato un aperitivo ideale, è un vino che a detta di Carlo va bevuto giovane, anche se ho il sospetto che dopo qualche anno in bottiglia mostrerebbe una profondità e una complessità inaspettate.

Iancura Terre Siciliane IGT da Malvasia delle Lipari con 10% circa di Insolia. Questa versione secca della Malvasia viene vinificata in acciaio e imbottigliata dopo 6 mesi. Si presenta di colore giallo paglierino chiaro con profumi di fiori e frutti mediterranei, agrumi, pesca, mandorla, e una bocca piena e gustosa con tocchi salini e minerali che contribuiscono ad un finale vibrante. Si tratta chiaramente di un vino bianco da pasto, che si abbina a una gamma completa di antipasti e primi piatti a base di pesce e verdure - e, come ho scoperto, a molto altro ancora.

Hierà Sicilia IGT da uve Calabrese con Alicante e Nocera coltivate sull’isola di Vulcano, dopo una lunga macerazione sulle bucce viene affinato per alcuni mesi in acciaio e poi in bottiglia. Di colore rubino violetto brillante, con profumi e sapori di frutta mediterranea, frutti di bosco e spezie, al palato mostra ampia struttura e profondità con una trama felpata e un finale persistente. Alcuni lo considerano un vino per carni e formaggi, ma io sostengo la versione di Carlo che lo abbina altrettanto bene a piatti di mare dal sapore deciso, come tranci di pesce spada alla griglia o tonno fresco con salsa di capperi.

Ho chiesto a Carlo di parlare dei cibi di Salina, mentre ascoltavo seduto assalito da un desiderio latente di essere-lì-adesso. Per cominciare ci sono i capperi e il frutto del cappero, detto cucuncio, conservati sotto sale, di cui Hauner è uno dei principali produttori.

 

Poi ci sono i pomodorini, piccoli e deliziosi, che crescono su piante che si estendono sui terreni sassosi assumendo una straordinaria concentrazione di sapore. Aggiungete i peperoncini intrisi di sole, aglio e basilico gigante come foglie di lattuga e olio extravergine d'oliva, e otterrete una pasta al pomodoro epica. Qualcuno potrebbe anche completarla con le acciughe locali. Poi ci sono i peperoni dolci e piccanti e le melanzane, la base di specialità siciliane come la peperonata e la caponata e decine di altre versioni, come la ratatouille, che catturano l’essenza del Mediterraneo in un solo piatto.

Il mare delle Eolie è ricco di pesci, molluschi e crostacei. Carlo ha sottolineato le specialità locali di pesce spada e calamaretti cucinati con la Malvasia. Ma le acque siciliane sono rinomate anche per il tonno, cucinato come una bistecca al sangue o servito squisitamente crudo.

Potrei passare alla pasta con le sarde o alla Norma, al cuscusù (cuscus siciliano) e continuare con una stuzzicante varietà di pecorini e caprini, pungenti e saporiti. La Sicilia è fonte di ogni sorta di frutta e noci, molti dei quali finiscono nei famosi dolci dell’isola, ma descrivere queste prelibatezze e la loro affinità con la Malvasia passita delle Lipari richiederebbe un altro capitolo.

 Per riassumere la mia visita immaginaria e le degustazioni che mi hanno accompagnato, sono tornato con la convinzione che tutti e tre i vini hanno il carattere per abbinarsi meravigliosamente a moltissimi piatti della cucina mondiale - e non lasciatevi ingannare dalla favola del bianco con il pesce e del rosso con la carne. Le eccezioni sfidano la regola. Per esempio, mi sto ancora meravigliando di come Iancura 2019 ha tenuto testa a un pasto toscano con tanto di pappardelle ai porcini, tortelli al ragù, arrosto di carne e selvaggina, quando mi sono trovato lo scorso fine settimana in un ristorante dove non c'era neanche un vino rosso in vista. 

Eppure ho il sospetto, e non vedo l'ora di provarlo, che questi vini danno il loro meglio assaporati a Salina sotto la pergola di una terrazza sul mare, durante un pranzo esaltato dai sapori dell’isole.

ENGLISH

The wines of Carlo Hauner: Uplifting flavors of land and sea

By Burton Anderson

After a stimulating video call with Carlo Hauner, I can’t imagine a place I’d rather be in this strangest of summers than Salina in the Aeolian Isles. Maybe staying in a place with a view and the time to wander along stony slopes with vines and caper bushes to a secluded spot to swim in crystalline waters and then linger on shady terraces over meals uplifted by flavors of local land and sea.

That visit will have to wait, alas, but in the meantime what’s to stop me from a vicarious version of spending some time tasting wines and dining with Carlo Hauner? Hauner, as we know, built an early reputation on the exquisitely sweet Malvasia delle Lipari Passito, but the focus this time is on three dry wines that strike me as ideally suited to summer sipping with the brilliant foods of Salina—or for that matter for drinking at any time of year with dishes from far-flung places.

Salina Bianco IGT comes from Insolia with Catarratto. Vinified in stainless steel and bottled young, this white of bright limpidity retains fresh floral and fruity scents of citrus with saline and mineral notes that reflect the volcanic origins of the island. Considered an ideal aperitif, it’s a wine that Carlo insists is best young, though I suspect it would show unexpected depth and complexity after a few years in bottle.

Iancura Terre Siciliane IGT comes fromMalvasia delle Lipari Secca with 10% Insolia. This dry version of Malvasia is a white vinified in stainless steel and bottled after 6 months. It shows pale straw yellow color with scents of Mediterranean flowers and fruits, suggesting citrus, peach, almonds and flavors that are round and full on the palate with saline and mineral touches that contribute to a vibrant finish. This is clearly a white wine for food, a match for a full range of antipasti and pasta dishes based on fish and vegetables—and, as I found, much more.

Hierà Sicilia IGT comes from Calabrese with Alicante and Nocera vinified with long maceration on the skins and matured for a few months in stainless steel and bottle. Bright ruby-violet with the fragrance and flavors of Mediterranean fruits, berries and spices, on the palate it shows ample structure and depth with plush texture and an elegant lingering finish. Some consider this a wine for meats and cheeses, but I back Carlo’s view that it’s equally well suited to seafood dishes of prounounced flavor, such as grilled swordfish steaks or fresh tuna with caper sauce.

I asked Carlo to talk about the foods of Salina, while I sat back and listened with wish-I-were-there envy. For a start there are capers and cucunci, the berries, preserved in sea salt, of which Hauner is a leading producer. Then there are pomodorini, the tiny tomatoes that grow on vines sprawling over the stony soils to assume extraordinary concentration of flavor. Add sun-soaked peperoncini, garlic and basil of lettuce-size leaves and extra virgin oil and you have the makings of an epic pasta al pomodoro. Some might even top it off with anchovies from Aeolian waters. Then there are sweet and piquant peppers and melanzane (eggplant), sources of Sicilian specialties of peperonata and caponata and dozens of others, like ratatouille, that capture the Mediterranean in a melting pot.

The sea provides a bounty of finny fish, mollusks and crustaceans. Carlo emphasized the local specialties of swordfish and calamaretti (tender young squid) cooked in Malvasia. Sicilian waters are renowned for tuna, cooked as rare steaks or served exquisitely raw.

I could go on to the likes of pasta con le sarde and pasta alla Norma, cuscusù  (Sicilian couscous) and on through a tantalizing array of sharp and salty sheep and goat cheeses. Sicily is the source of all manner of fruits and nuts, many of which end up in the desserts for which Sicily is famous, but describing them and their affinity with Malvasia Passito delle Lipari would require another chapter.

To sum up my vicarious visit and the tastings that followed, I came away convinced that all three wines have the character to make marvelous matches with a great many dishes of the world’s cuisines—and don’t be finagled by the fable of white with fish, red with meat. The exceptions defy the rule. For example, I’m still marveling over the way Iancura stood tall through a Tuscan meal of pappardelle with porcini, tortelli with ragout, and platters of roast meats and game when I found myself last weekend in a place with nary a red wine in sight.

And yet I suspect, and I can’t wait to prove it, that the wines could never be better than when savored at Salina under a pergola on a seaside terrace over lunches uplifted by flavors of land and sea.

Hauner: Lo spirito delle origini

lunedì 30 marzo 2020 08:47:21 Europe/Rome

 

Hauner: Lo spirito delle origini

By Burton Anderson

Gli appassionati di vino possono essere scusati per essersi chiesti chi è arrivato prima: Malvasia delle Lipari o Carlo Hauner. La vite cresceva senza dubbio sulle isole Eolie o Lipari prima ancora che i coloni greci vi creassero uno dei loro numerosi nettari degli dei (in questo caso dedicato ad Aeolus, semidio dei venti). Ma solo sporadiche citazioni di vini delle isole sono state registrate dal tempo della Magna Grecia fino agli anni Settanta, dopo che Carlo Hauner, artista e designer bresciano di origine boema, si stabilì a Salina e coltivò la Malvasia su una scala che gli valse il suo squisitamente dolce Passito delle Lipari ben oltre la Sicilia.

"La passione di Carlo Hauner per la viticoltura è stata la sfida finale di una vita intensa e piena di interessi", osserva il figlio, anche lui Carlo, che ha rilevato l'azienda nel 1996 dopo la morte del padre.

Per come la racconta, il padre è arrivato come turista per la prima volta nel 1963 e dopo una serie di vacanze ha deciso di stabilirsi a Salina negli anni Settanta. Sempre un po' curioso, era attratto dal modo in cui i contadini coltivavano la malvasia, raccogliendo a fine settembre e facendo essiccare i grappoli su stuoie al sole per circa due settimane per fare il dolce passito.

Ispirato, ha acquistato appezzamenti abbandonati dagli isolani emigrati in Australia e in America, mettendo insieme 20 ettari su antichi terrazzamenti e facendoli rivivere come vigneti. Creò una cantina moderna e introdusse innovazioni, facendo appassire le uve direttamente sulla vite e raffreddando i mosti durante la fermentazione.

La cantina è stata costruita negli anni '80 a Lingua, vicino al paese di Santa Marina Salina, nel tradizionale stile eoliano, dotata di moderne celle frigorifere e di botti in acciaio inox affiancate da barriques di rovere utilizzate per l'invecchiamento, per una capacità totale di 1.200 ettolitri. In quegli anni l'azienda ha introdotto nuovi vini a complemento della Malvasia Passito, impiantando altre varietà siciliane. Il Salina Bianco è composto da Insolia e Catarratto, il Salina Rosso di Nero d'Avola e Nerello Mascalese e il bianco invecchiato in botte Carlo Hauner di Insolia, Catarratto e Grillo.

Oggi l'azienda è gestita con passione ed energia da Carlo Junior in collaborazione con la moglie Cristina e i figli Andrea e Michele, che producono quasi 50.000 bottiglie di Malvasia in due versioni: naturale e passito. Hauner produce anche capperi, boccioli saporiti che sono stati i primi ad essere etichettati come "Capperi di Salina".

Le etichette riflettono le forme e i colori amati dal loro creatore: l'architettura eoliana, i verdi di Salina (detta Isola Verde), i rossi e gli aranci della luna e dell'alba, il nero del vulcano, il blu del mare, spesso come riproduzioni dell'arte di Hauner.

La genialità di Carlo Hauner nell'integrare gli antichi standard con le tecniche moderne ha portato a vini che hanno suscitato un nuovo interesse per tutti i vini di Lipari.

Come dice Carlo Junior: "La nostra cantina è profondamente legata allo spirito delle sue origini, quando mio padre, innamorato delle Isole Eolie, si trasferì a Salina e cominciò a fare vino con passione artistica al di fuori degli schemi tradizionali e recuperando un vitigno allora trascurato: la Malvasia delle Lipari. Oggi, nonostante siano passati 50 anni e il mondo del vino sia profondamente cambiato, continuiamo a fare vini con lo stesso spirito indipendente, seguendo le nostre convinzioni sul senso della vita e sulla produzione di vino in queste fantastiche isole". 

 

 

Hauner: The spirit of origins

by Burton Anderson

 Wine enthusiasts may be excused for wondering which came first: Malvasia delle Lipari or Carlo Hauner. Vines no doubt grew on the Aeolian or Lipari islands even before Greek settlers created one of their many nectars of the gods there (in this case dedicated to Aeolus, demigod of the winds). But only sporadic mentions of wines from the islands were recorded from the time of Magna Grecia until the 1970s, after Carlo Hauner, an artist and designer of Bohemian origin from Brescia, settled on Salina and cultivated Malvasia on a scale that gained his exquisitely sweet Passito delle Lipari notice well beyond Sicily.

“Carlo Hauner’s passion for winemaking was the ultimate challenge of an intense life filled with interests,” notes his son, also Carlo, who took over the winery in 1996 after his father’s death.

As he relates it, his father first arrived as a tourist in 1963 and after a series of vacations decided to settle on Salina in the 1970s. Always a bit curious, he was attracted to the way farmers cultivated Malvasia, harvesting in late September and drying bunches on mats in the sun for two weeks or so to make the sweet passito.

Inspired, he bought up plots abandoned by islanders who had emigrated to Australia and America, putting together 20 hectares on ancient terraces and reviving them as vineyards. He created a modern cellar and introduced innovations, withering the grapes directly on the vine and cooling the musts during fermentation.

The winery was built in the 1980s at Lingua, near the town of Santa Marina Salina, in the traditional Aeolian style, equipped with modern refrigeration and stainless steel vats standing side by side with oak barrels used for aging, for a total capacity of 1,200 hectoliters. During those years the estate introduced new wines to complement Malvasia Passito, planting other Sicilian varieties. Salina Bianco consists of Insolia and Catarratto, Salina Rosso of Nero d’Avola and Nerello Mascalese and the barrel-aged white Carlo Hauner of Insolia, Catarratto and Grillo.

Today the winery is run with passion and energy by Carlo Junior in collaboration with his wife Cristina and sons Andrea and Michele, who produce nearly 50,000 bottles of Malvasia in two versions: naturale and passito. Hauner also produces capers, flavorful buds that were the first to be labeled as “Capers from Salina.” 

The labels reflect the forms and the colors beloved by their creator: the Aeolian architecture, the greens of Salina (known as Isola Verde), the reds and oranges of the moon and dawn, the black of the volcano, the blue of the sea—often as reproductions of Hauner’s art. 

Carlo Hauner’s brilliance in integrating ancient standards with modern techniques resulted in wines that attracted new interest to all the wines of Lipari.

As Carlo Junior puts it: “Our winery is deeply linked to the spirit of its origins, when my father, in love with the Aeolian Islands, moved to Salina and began to make wine with artistic passion outside the traditional schemes and recovering a then neglected vine: Malvasia delle Lipari. Today, although 50 years have passed and the world of wine has profoundly changed, we continue to make wines with the same independent spirit, following our convictions about the meaning of life and the making of wine in these fantastic islands.”