Ad alcuni sembrerà che esista da sempre, ma in realtà dal punto di vista vitivinicolo Bolgheri è decisamente giovane, fatta eccezione ovviamente per il precursore che porta il nome di Sassicaia. Uno dei primi a credere in questa terra, a sperimentare e riuscire a produrre vini di spessore, è stato Eugenio Campolmi dando vita, nel 1983, alla piccola azienda Le Macchiole. Dopo la sua prematura scomparsa, alla guida dell’azienda la moglie Cinzia Merli ha saputo interpretare e reinterpretare questa meravigliosa realtà in modo egregio, conferendo in più un tocco femminile. Anche il figlio Elia, dai dolci occhi, collabora attivamente e con passione al progetto iniziato dal padre, ed è una vera gioia intuire che la storia non si fermerà.

Definirei le Macchiole come un’azienda di persone appassionate, che con tanto impegno, lungimiranza, determinazione, cuore e sensibilità nello studio e nel rispetto del territorio, è riuscita ad ottenere meritatissimi successi anche a livello internazionale. Ognuno dei vini qui ha una sua storia ed individualità ben precise, a cominciare dall’uva con cui vengono prodotti i tre cavalli di battaglia: Messorio (da sole uve Merlot), Scrio (da sole uve Syrah) e Paleo (da sole uve Cabernet Franc).

Potrei fare mille esempi di quanto questa azienda sia avanti nella realtà vinicola italiana, in particolare mi colpì quando provarono ad abbassare il prezzo di vendita dell’annata 2002, perché reputata leggermente inferiore alle altre, provando cioè ad avvicinarsi al sistema di vendita Francese. Evidentemente per l’Italia era ancora troppo presto!

Una data significativa è sicuramente il 2001, quando Paleo diventò Cabernet Franc al 100%. Pare facile dirlo ora, ma all’epoca nessuno avrebbe detto che un vitigno così difficile da produrre in purezza, e per giunta a Bolgheri, potesse diventare tra i vini più celebrati al mondo.

A mio avviso, il Paleo, più dei suoi fantastici fratelli, è quello che davvero rappresenta l’azienda. In generale, si presenta con un colore rosso rubino intenso; ha un naso profondo, fine, complesso e sensuale con note vegetali di sottobosco, di macchia mediterranea, di caffè, cannella, tabacco, liquirizia, ciliegie e prugne. In bocca è molto equilibrato con tannini setosi e ben integrati. E’ sapido, lungo e persistente. Ha un carattere unico e una personalità seducente.
Nella sua fascia di prezzo ha veramente pochi rivali e tutte le annate possono ricevere un giudizio che va dal buono al sublime, senza possibilità di delusione, a testimonianza di una “costanza invidiabile”.

Angelo Bonuccelli

PS. Continuate così...