Champagne Pol Roger, in abito Blanc de Blancs

La Maison Pol Roger, dai trascorsi storici che oserei definire epici per l’intensità e la rilevanza degli accadimenti che dall’anno di fondazione 1849 alla metà del 900 l’hanno vista coinvolta, è indubbiamente fondata su una delle expertise più champenoise del vino, ovvero il négoce delle uve. La capacità di selezionare uve di grande qualità, e di mantenere relazioni di fornitura di lungo periodo con i vigneron coinvolgendoli in un circolo virtuoso finalizzato all’eccellenza, è indubbiamente una delle caratteristiche che fanno la differenza nelle Maison di Champagne. Tuttavia se fino al 1955 la Maison Pol Roger non aveva vigneti di proprietà, al momento di acquistare delle vigne la scelta è ricaduta – oltre che su qualche vigna intorno ad Epernay – sulla Côte des Blancs.

Ci si potrebbe chiedere quale può essere la ragione di una simile scelta: la risposta sta nella selezione stessa dei vigneti che oggi compongono i circa 90 ettari. I vigneti acquistati dalla Maison sono nei Grand Cru di Oiry, Oger, Choully, Cramant e Avize: in sintesi acidità, potenziale di invecchiamento, mineralità, tensione, armonia fruttata ed eleganza floreale, tra i migliori in assoluto dello chardonnay in Champagne. Nonostante nell’interpretazione dell’assemblaggio secondo la Maison Pol Roger, il pinot noir abbia una predominanza quantitativa sia nei Non-Vintage che nel Vintage (assemblage) lo chardonnay si rende cruciale perché è la chiave di volta della freschezza e della longevità, una spina dorsale che verticalizza ogni blend, apportatore della bella sapidità che contraddistingue il profilo minerale degli champagne di questa prestigiosa Maison.

Attorno al 1960 quindi la Maison Pol Roger decide di condensare in un unico prodotto “a tiratura limitata” un emblema del patrimonio viticolo proveniente dai prestigiosi Grand Crus di proprietà nella Côte des Blancs in un millesimato, un Blanc de Blancs appunto. Uno champagne decisamente longevo con tanta strada davanti e che con ogni annata regala emozioni: freschezza, agilità, complessità giocata su tonalità vivaci ed energiche. La vinificazione, come per tutti gli champagne della Maison Pol Roger, avviene in inox a temperatura controllata, con svolgimento della fermentazione malolattica. Lo caratterizzano circa 9 anni sui lieviti nelle profonde cantine di Epernay e un dosaggio è tra gli 8 e i 9 gr/lt secondo le annate. Un calice di chardonnay brillante che rivela note di fiori di acacia e sambuco, note agrumate di pompelmo e piccantezza di zenzero e pepe bianco, con sfumature iodate e una croccante sensazione di susine e gelsi bianchi. Il sorso è scattante, ampio e insieme profondo, con una cremosità che fa la differenza e un finale lungo e minerale che fa intuire un grande potenziale di invecchiamento.

Chiara Giovoni