La vocazione bio non è una scelta di marketing per la famiglia Fleury, viticoltori di lungo corso che dal 1929 ha dato vita ad un grazioso domaine sulle colline calcareo-argillose della Côte des Bar, l’area vitata più a sud est della regione Champagne, nel punto in cui i primi affluenti confluiscono nella Senna. La personlaità dei loro vini racconta una storia di consapevolezze e di sfide, con i tratti marcati di una produzione peculiare che ha trovato nel tempo un nutrito numero di appassionati. La Maison Fleury Pere&Fils si trova a Courteron nella zona più a Sud della regione Champagne, dove il protagonista delle vigne è il Pinot Noir. Fondata nel lontano 1895, nasce, in realtà, nel 1929 durante la depressione, quando i prezzi delle uve erano così bassi che Robert Fleury decise di prendere l'allora insolita iniziativa d’imbottigliamento in proprio di Champagne. Oggi è una piccola realtà di 15 ettari tutti convertiti alla biodinamica e “L’Art d’être Naturel” è il loro motto. L’interesse della Maison verso la viticoltura sostenibile è iniziata nel 1970 quando si è provato a utilizzare in soli 3 ettari, tecniche di lavorazione manuale e meccanica invece di erbicidi e un “compost” di concimi organici al posto di fertilizzanti sintetici. I Fleury sostengono che “la salute del suolo sia la chiave di tutto” e aggiungono “ Dobbiamo mantenere la terra in buona salute perché la struttura del terreno restituisce l’essenza del terroir”. In 20 anni di biodinamica Robert e il figlio Jean-Pierre hanno trasformato la proprietà di famiglia in un icona del vino biodinamico, fino alle certificazioni Demeter, Biodyvin ed Ecocert. Champagne bio, con una filosofia olistica e una personalità riconoscibile.