Hauner e la Malvasia delle Lipari, oro di Salina

In molti pensano di sapere tutto della Malvasia delle Lipari ma in realtà è uno dei vitigni autoctoni meno autoctoni cui si possa pensare data la sua multiforme origine e storia intrecciata. Ma è indubbio che sia stato capace di trovare un habitat straordinario in queste isole siciliane per dare un vino unico e originale nel panorama spesso molto stretto e asfittico dei vini dolci e passiti. Una storia che nasce con i Greci e l’isola, appunto di Monemvasia  dove ai tempi delle crociate approda una galea veneziana scoprendovi un vino buonissimo, presto commercializzato da Venezia stessa in tutto il mediterraneo, spesso utilizzando il nome per definire qualsiasi bianco blandamente aromatico scovato in ogni dove. All’epoca forse il vitigno era il greco “tiri”, oggi forse una varietà di greco unita ad un piccolo saldo di uva corinto nera.  Nel mezzo secoli di confusione e perdita di identità ma di certo oggi si riparte da un’origine certa ovvero la Malvasia delle Lipari figlia di Carlo Hauner che capì che questo vitigno potesse diventare un simbolo di queste isole e ne fece nascere il mito moderno e dette a tanti produttori un ideale per cui lavorare e un modello cui ispirarsi. Tra i vini che vengono prodotti oggi troviamo lo Iancura con le note di zenzero e lime, gesso e senape, il Passito fitto di richiami alle erbe aromatiche e pepe, saporitissimo e le speciali Riserve prodotte in annate speciali: vini scuri e succosi, cangianti con un rincorrersi di note dolci di albicocca e altre terrose e di sottobosco raffrescati da rimandi balsamici di miele e zafferano. Vini che paiono racchiudere nel bicchiere un vero compendio di storia mediterranea e che oggi non sono solo un’attrazione turistica ma un vero e genuino ambasciatore della magia di questi luoghi che rinasce ogni volta che una sua bottiglia viene stappata in giro per il mondo..

 

Andrea Gori