Il Pollenza: la realizzazione di un sogno ambizioso

C’è una terra quasi di nessuno tra Romagna, Marche e la presenza che aleggia ancora dello Stato Pontificio e là nel mezzo c’è la rocca di San Leo dove fu imprigionato negli ultimi anni della sua vita avventurosa Giuseppe Giovanni Battista Vincenzo Pietro Antonio Matteo Balsamo detto Conte di Cagliostro, una vita che avrebbe bisogno di una trilogia di film per essere raccontata nei dettagli tra magia, esoterismo e dinastie papali. Non lontano da qui ha preso vita il sogno di un altro Conte legato anche lui alla storia del Papato (è nipote della marchesa Eleonora Benigni Olivieri di Capodacqua, pronipote di S.S. papa Pio IX Mastai Ferretti): il Conte Aldo Brachetti-Peretti. Con una storia personale avvincente da tycoon nel petrolio, egli ha deciso di dedicare tempo, energie e anima al progetto di un grande vino fatto a Tolentino, un progetto ambizioso ed impegnativo,  in cui è stato affiancato dai più grandi enologi italiani. 

Il Pollenza prima di tutto è un luogo di stupefacente bellezza, 200 ettari di terra di cui meno di un terzo destinato a vigna, che si raccoglie intorno al nucleo principale dove è custodita la cantina, un edificio del 1500 disegnato dal Sangallo, che emana quel rigore rinascimentale che molti Château di Bordeaux hanno inseguito nelle loro sagome neoclassiche. Qui infatti, dalle mani dorate di Giacomo Tachis e Carlo Ferrini poi (dal 2007), è nato il grand vin de Il Pollenza, un vino capace di colpi di scena formidabili come l’eccezionale annata 2007. 

Eppure in questa terra non lontano dal mare c’è anche il microclima ideale per produrre un affascinante Metodo Classico, forse insolito per il territorio, ma non privo di personalità. Nasce nel 2009 un millesimato frutto delle uve pinot nero dei vigneti maggiormente esposti all’influenza rinfrescante della brezza marina, a 130 mt di altitudine. Così il Metodo Classico “A. BP.” Il Pollenza , porta agli amanti delle bollicine la voce di un territorio dalla struggente bellezza, che si manifesta in uno spumante nobile di grande eleganza ma senza essere pretenzioso, che rivela una piacevolezza inattesa.

Andrea Gori