C'è un ragazzo nemmeno trentenne con un vigneto splendido lungo la strada che da Staffolo porta verso Cupramontana. Sembra l'inizio di una favola, e un poco lo è, perchè Riccardo Baldi sta costruendo il suo sogno enoico, creare il suo Verdicchio nel cuore dei Castelli di Jesi. Formatosi sulle orme di un grande precursore del biologico di fine anni '90 con grande "rigore in vigna" quale è stato Lucio Canestrari nella fattoria Coroncino, Riccardo Baldi ha saputo trarre la giusta ispirazione per tracciare la sua personalissima strada. Il Verdicchio si conferma tra le sue mani ancora una volta un grandissimo bianco italiano, capace di prove di longevità e complessità, con una palette espressiva notevole e avvincente. Dopo alcuni anni di "gavetta", La Staffa è oggi un punto di riferimento per il Verdicchio, con una filosofia interpretativa del vitigno netta e poco incline alle piacionerie di chi ama le "derive imperfette" dei viticultori cosiddetti naturali.

Il Verdicchio de La Staffa è sapido, intrigante e ricco di sfumature senza tecnicismi da cantinieri consumati, con una tensione e materia che non lasceranno indifferenti gli amanti dei grandi bianchi. In questo contesto, Rincrocca è il vino coraggioso di un ragazzo che non ha paura di scommettere e mettere alla prova sé stesso e il Verdicchio. Note ampie e aromatiche che iniziano con note balsamiche di anice, menta e finocchietto selvatico completate in un quadro avvolgente, con mandorla e fichi maturi. In bocca tanta intensità e complessità con sfumature che volano alto senza appesantire la bevuta. Un vino profondo e persistente che ha appena iniziato il suo viaggio nella grandezza. Da seguire ma da bere anche già da adesso per provare a immaginare cosa diventerà tra pochi anni.