Marco de Bartoli, il Marsala, il sole e il vento

Quando si pensa al Marsala non si può non pensare a Marco de Bartoli, nonostante ci siano nomi altisonanti come Florio e Pellegrino nella storia di questo vino, così avventurosa e fatta di momenti di oblio e rinascite. Marco de Bartoli ci ha lasciato solo 5 anni fa, eppure resterà per sempre nella storia di questo vino siciliano così unico e straordinario. Indubbiamente il suo carattere, la sua tenacia, il desiderio di andare contro le mode del momento e di battere le strade meno facili ma più autentiche e rispettose delle origini, lo hanno consacrato al mito enoico italiano per sempre. Marco de Bartoli è stato il restauratore delle tradizioni, colui che ha riportato a nuovo una storia antica, ridando dignità ad un prodotto che aveva perso la sua identità originaria, ed era diventato una bevanda aromatizzata dai sapori commerciali e omologati. Fu proprio così che nacque il Vecchio Samperi, un vino di protesta, una provocazione che si proponeva la rinascita del Marsala Vergine, la tipologia che non prevede l’alcolizzazione ma solo l’invecchiamento, mentre il superiore è aggiunto di distillati su basi ossidate.

Marco de Baroli arrivava da una famiglia di industriali del Marsala, la madre era Pellegrino e lo zio era Mirabella. Aveva iniziato da giovane a lavorare per la famiglia in giro per l’Italia conoscendo personaggi forti e rivoluzionari, come Gaja, Bologna, Veronelli, ed allora – ad appena 30 anni – decise di intraprendere una nuova strada di eccellenza quando al tempo partivano centinaia di ettolitri di vini di dubbia qualità in nave dal porto di Marsala. Si ritirò in un baglio in campagna dove si producevano le basi per il Marsala che venivano rivendute all’industria, e queste basi erano vino parzialmente invecchiate chiamato tradizionalmente “perpetuum”. Quando nel 1980 propose al mercato con il Vecchio Samperi, nacque un’alternativa controcorrente al Marsala del tempo, un Vergine che non era doc. Poiché le vigne di De Bartoli sono in riva al mare, su suoli sabbiosi e calcarei, e con una componente iodata distintiva e territoriale, i figli di Marco de Bartoli decisero di trovare altre espressioni per il graffio salino dei vini unito alla fascinosa aromaticità delle uve. Così nacquero il Pietranera, i Grappoli del Grillo e il Sole e Vento. Il resto è storia.

Chiara Giovoni