Messorio: nascita di un capolavoro

Era il 1983 quando Eugenio Campolmi e Cinzia Merli decisero di creare Le Macchiole, un’azienda nata dalla loro passione per il vino. A quel tempo Bolgheri, salvo rarissime eccezioni, era ancora tutta da scoprire e da capire sotto l’aspetto vitivinicolo.
La filosofia di Eugenio e Cinzia è sempre stata quella della sperimentazione e della ricerca partendo dal vigneto, interpretando e rispettando il territorio attraverso la purezza del mono-varietale.
Il risultato è che tutti i vini prodotti hanno una storia ed una individualità ben precisa.
La prima annata prodotta di Messorio è la 1994: si capì sin da subito che era nato un grande Merlot.
Ricordo con nostalgia le merende fatte in una stanzina di Bolgheri, la piccola enoteca Tognoni dove, con il titolare Francesco, Eugenio Campolmi ed altri amici, parlavamo dei vini di Bolgheri analizzandoli da ogni angolazione. Soprattutto ragionavamo di come si sarebbero collocati a livello internazionale, con particolare attenzione ai vini de Le Macchiole.

Fu così che un giorno organizzai, in Versilia a casa di un amico, una degustazione “alla cieca” di tutti i Merlot del mondo. Accanto al Messorio (94, 95, 97 e 98 non ancora imbottigliato), c’erano Château Pétrus, Château Le Pin e tanti altri vini di Pomerol, ma anche Masseto, Redigaffi, Merlot Miani, Galatrona, L’ Apparita e tanti altri. Eugenio, in quell’occasione fu colpito da una bottiglia di Château Le Pin (tanto che per ricordo firmò la bottiglia vuota, che ancora gelosamente conservo) ma tutti noi, lui compreso, fummo impressionati dal fatto che il giovane Messorio non aveva per niente sfigurato…anzi!
Dopo la prematura scomparsa di Eugenio, nel 2002, Cinzia Merli, con l’aiuto del suo splendido fratello Massimo e con il supporto di un grande team, ha saputo interpretare e reinterpretare la meravigliosa realtà di Le Macchiole in modo egregio, conferendo in più un tocco femminile.
Sin da quando è nato, Messorio è sempre stato uno dei cinque migliori Merlot in purezza italiani. Anche nelle annate meno favorevoli, riesce sempre ad esprimere il territorio delle due vigne dal quale proviene in modo netto e deciso. Di grande struttura non perde mai eleganza e personalità.
Con gli anni ha ottenuto innumerevoli e meritatissimi riconoscimenti sia a livello italiano che internazionale e con l’annata 2004 gli sono stati assegnati anche i 100/100 di Wine Spectator.
 
P.S. Eugenio, Cinzia, Elia, Massimo…Messorio… Grazie!
 
Angelo Bonuccelli