Domaine Ponsot: dinastia di precursori

Due sono gli aggettivi che più si adattano ai Ponsot: pionieri e sperimentatori.
Era il 1872 quando William Ponsot, che fino ad allora aveva fatto il giurista, fondò il Domaine, introducendo la classificazione dell’appellation controllée in Borgogna.

Nel 1936 i Ponsot furono tra i primi ad esportare i propri vini, e accanto al pionierismo commerciale si affiancò la sperimentazione agronomica, visto che Jean Marie Ponsot fece approfonditi studi sulle piante di Pinot Noir e fu uno dei precursori nella selezione clonale. Dai primi anni ottanta, comincia a lavorare in azienda Laurent, che in linea con l'attitudine di famiglia apporta svariate innovazioni, tra cui l’aggiunta sulle etichette di un bollino sensibile al calore, che dal giallo va all’arancione se la bottiglia viene esposta a temperature più alte del dovuto, un rischio per l' ottimale evoluzione del vino. Significativa e sorprendente è stata la sostituzione dei tradizionali tappi in sughero sull’intera gamma di vini, con delle chiusure Ardeseal in materiali di sintesi altamente tecnologici, per ovviare al rischio TCA, il "sentore di tappo".

Persona di grande cultura e attentissimo osservatore del mondo del vino, Laurent, nel 2012 è complice anche dello smascheramento di un falsario, tale Rupi Kurniawan, che era riuscito ad incassare con i suoi vini contraffatti, oltre 130 milioni di dollari. A screditarlo fu il grossolano errore di creare un'imitazione dei vini del Domaine Ponsot con bottiglie di Clos Saint Denis degli anni 40, 50 e 60, quando in realtà la denominazione era nata solo nel 1982.

L’azienda Ponsot ha il massimo rispetto della terra, della natura e dei frutti che essa offre, e da qui anche la scelta di adottare legni con almeno 5 anni per evitare che si cedano al vino note che prevaricherebbero la natura del terroir. Oltre a questo, da molti anni non si usa più aggiungere solforosa.
Senza ombra di dubbio un’azienda leader della Borgogna con una vastissima gamma di etichette prodotte, tra cui molti gran cru e con il piu’ grande appezzamento di Clos de la Roche a Morey-Saint-Denis .

Forse solo scrivendo un libro sarebbe possibile descrivere al meglio i vini di Ponsot perché ognuno di essi ha delle peculiarità ben precise che variano anche secondo l’annata.
Possiamo dire che sono emozionanti capolavori, e lo dimostra anche il fatto che in qualunque cantina di un vero appassionato, in qualunque enoteca o ristorante di un certo livello, in qualsiasi parte del mondo, una bottiglia del Domaine Ponsot non manca mai!

Angelo Bonuccelli