Tutti i segreti del Prosecco con De Stefani e il Nature

Ammettiamolo: tutto ciò che riguarda il Prosecco è spesso dato per scontato. Bollicine di facile consumo che si fanno bere con spensieratezza, popolano gli aperitivi di tutto il mondo, con un boom che ha visto superare le 320 milioni di bottiglie prodotte, battendo persino lo Champagne, con una esportazione a livelli record. Eppure il Prosecco ha una storia dalle origini lontane, e si svela in molte sfumature.

Il Prosecco ha nobili antiche radici romane, perchè l'uva Glera, erao coltivata ai tempi dei Romani tanto da essere menzionata nel "Naturalis historia" di Plinio il Vecchio, morto nel 79 dC. Un futuro incerto almeno fino a quando Antonio Carpenè per primo decise di sottoporre il vino bianco fermo ad una seconda fermentazione, creando le bollicine.

Tra i suoi punti di forza, il fatto che il Prosecco beneficia della produzione con metodo Charmat, con la realizzazione della fermentazione secondaria per lo sviluppo delle bollicine in autoclave in vasche di inox, una vinificazione che esalta gli aromi fruttati del vitigno e che favorisce la permanenza di una buona acidità e croccantezza nel vino. 

Molti associano il Prosecco alla sua versione più dolce, quella Extra Dry, la più classica della denominazione, con un facino immutato. Eppure l'azienda De Stefani, vignaioli da 4 generazioni con una grandissima esperienza nella realizzazione di grandi Prosecco, ha il suo top di gamma nel "Prosecco Nature". 

Per svelarne i segreti, Alessandro De Stefani ha deciso di raccontare in un video la nascita di questo prosecco speciale, in cui freschezza e finezza si sposano in un’espressione purissima e identitaria

il team e-heres