Villa Papiano Strada Corniolo: Un bianco di montagna che evoca "ricordi di mare".

 By Burton Anderson

Ci si potrebbe chiedere perché il produttore di un vino proveniente da vigneti a 480 metri di altitudine nei boschi dell'Appennino insista sul fatto che l’elemento saliente è l'essenza del mare. Francesco Bordini fa notare che il terreno di Villa Papiano, dove coltiva Strada Corniolo Trebbiano di Romagna, è costituito da terreni di marna e arenaria ricchi di detriti e fossili di vita marina e risalenti a quando questa terra si trovava sul fondo del mare.

Non c'è bisogno di controllare i dettagli geologici, perché Francesco è uno di quei viticoltori con un bagaglio culturale che va ben oltre la viticoltura e l'enologia, ma la cui conoscenza si esprime con toni di arguta modestia. Tuttavia, il minimo che si possa fare è mettere alla prova la sua teoria marina.

Le mie note originali su Strada Corniolo 2018 riportano un colore giallo paglierino chiaro con riflessi dorati e profumi che ricordano erbe di montagna, fiori e sentori di agrumi e miele d'acacia; un vino di media struttura con sapori freschi e vivaci, di consistenza fluida con acidità sostenuta in un finale evidenziato da note minerali e saline. Parlando con Francesco, mi sono reso conto che in Strada Corniolo c'è molto di più.

I vigneti impiantati con Trebbiano Romagnolo nel 1960 e rinnovati nel corso degli ultimi anni, sono coltivati seguendo metodi biologici e biodinamici. Le uve vengono raccolte mediamente ai primi di ottobre, dopo essere pigiate seguono la fermentazione spontanea con lieviti autoctoni e otto mesi di maturazione sulle fecce fini in vasche di cemento. Nessun invecchiamento in legno, si presenta con una gradazione alcolica di 12°, eppure Strada Corniolo è un Trebbiano dalle tante sfumature adatto ad essere bevuto relativamente giovane, ma che se lasciato evolvere in bottiglia è destinato ad assumere una rotondità e una profondità maggiori.

Francesco ha spiegato che il suo antico clone di Trebbiano Romagnolo è lento a maturare con il vantaggio di essere il più neutro della famiglia dei Trebbiano, il che significa che riesce ad assorbire a fondo gli elementi del terreno e dell'ambiente da cui proviene. Elementi che esprimono la vita vegetale di montagna, con erbe e sottobosco che conferiscono aspetti floreali, balsamici e minerali che a loro volta trasudano tracce saline e di iodio di un antico fondale marino.

Come ci si potrebbe aspettare, l'autore di un vino che evoca "ricordi di mare" suggerisce di servirlo con una serie di piatti di pesce. Strada Corniolo eccelle anche con piatti a base di uova, come la pasta all'uovo e i passatelli, le frittate con verdure ed erbe aromatiche o anche gli spaghetti alla carbonara. Si abbina bene con salumi misti, formaggi freschi di capra e pecora di montagna e con le amate piadine romagnole. Ma per Francesco l'abbinamento ideale è un risotto con l’anguilla affumicata delle valli del Comacchio assaggiato di recente.

Strada Corniolo, il cui nome fa riferimento a un’antica via che attraversava l'Appennino tosco-romagnolo, si presenta in una bottiglia con tappo a vite ed un’etichetta che raffigura motivi tradizionali delle tele romagnole.

In chiusura, vorrei ripetere un richiamo fatto in precedenza nel descrivere i vini di Sergio Marani (di cui Francesco Bordini è consulente). I tappi a vite utilizzati sulle bottiglie dei vini di Marani e di Villa Papiano non devono in alcun modo far pensare che sono di minore qualità o potenziale di invecchiamento rispetto ai vini imbottigliati con tappi tradizionali. Dopo una lunga esperienza con bottiglie sigillate in vario modo, mi sono sempre più convinto che i tappi a vite offrono notevoli vantaggi nel mantenere l'essenza e l'integrità originale dei vini, in particolare dei bianchi.

ENGLISH

Villa Papiano Strada Corniolo: A mountain white that evokes “memories of the sea”

By Burton Anderson

One might wonder why the producer of a wine coming from vineyards at 480 meters above sea level in the forests of the Apennines would insist that its most salient element is the essence of the sea. Francesco Bordini points out that the terrain of Villa Papiano, where he grows Strada Corniolo Trebbiano di Romagna, consists of marl and sandstone soils rich in fossils of marine life and detritus dating back ages to when the land was at the bottom of the sea.

No need to check the geological details because Francesco is one of those winemakers whose knowledge ranges well beyond viticulture and enology but whose erudition is conveyed in tones of witty modesty. Still, the least one could do is put his maritime theory to the test.

My original notes on the Strada Corniolo 2018 record a light straw yellow color with golden highlights and aromas that recall mountain herbs and flowers with hints of citrus and acacia honey and fresh and lively flavors in a wine of medium structure and fluid texture with bracing acidity in a finish highlighted by mineral and saline notes. In talking with Francesco, I realized that there is more to Strada Corniolo than that.

The vineyards planted in the Trebbiano Romagnolo variety in 1960 and renovated recently, are maintained following studied organic methods. Grapes are harvested in early October and undergo spontaneous fermentation with native yeasts followed by eight months of maturation on the fine lees in concrete tanks. No wood aging and a mere 12% of alcohol, yet the deceptively simple Strada Corniolo is a nuanced Trebbiano suited to drink relatively young though it seems certain to evolve in bottle for years and assume mellow rotundity and depth.

Francesco explained that his antique clone of Trebbiano Romagnolo is slow to ripen with the advantage of being the most neutral of all Trebbianos, meaning that it thoroughly absorbs flavor elements from the soil and surroundings. These elements take in foliage, herbs, mountain plant life and undergrowth that lend floral and balsamic aspects and minerals that exude the saline and iodinic traces of an ancient seabed.

As one might expect, the author of a wine that evokes “memories of the sea” suggests serving it with foods that take in a range of fish dishes. It also excels with dishes containing eggs, such as egg noodle pastas and passatelli of Emila-Romagna, frittate with vegetables and herbs or even spaghetti alla carbonara. It goes nicely with mixed coldcuts, fresh mountain goat and sheep cheeses and with sandwiches made with the Romagnan piadine flat bread. For Francesco it makes an ideal match with a risotto with smoked eels from the Comacchio lagoon.

Strada Corniolo, whose name refers to an ancient trail that traversed the Tosco-Romagnolo Apennines, comes in a bottle with screw caps and labels depicting traditional Romagnan tapestry designs.

In closing, I’d like to repeat a reminder made earlier in describing the wines of Sergio Marani (for which Francesco Bordini is a consultant). The screw caps used on bottles of the Marani and Villa Papiano wines should by no means be taken to indicate that they are of lesser quality or aging potential than wines bottled with conventional corks. After long experience with bottles sealed with various types of tops, I’ve become increasingly convinced that screw caps offer distinct advantages in maintaining the original essence and integrity of wines, whites in particular.