Petrolo: “Come la realtà immaginata in un sogno”

by Burton Anderson

 Petrolo si estende su un'idilliaca distesa di vigneti a cavallo del margine sud-orientale dei monti del Chianti, nell'alta valle dell'Arno, dove Luca Sanjust produce vini che trasmettono la sua ossessione per l'equilibrio, l'eleganza, la precisione, la profondità e l'identità territoriale.

Per quanto riguarda l'identità territoriale, spiega Luca: "Le condizioni pedoclimatiche dei nostri vigneti, dei nostri cru, sono eccezionali, diverse sia da Montalcino che dal Chianti Classico, una terra di mezzo, un punto di unione, di fusione tra i due archetipi della Toscana centrale".

Petrolo faceva parte dell'antico feudo di Galatrona, la cui torre medievale sorge ancora oggi su fondamenta che risalgono all'epoca romana. L’azienda fu acquistato negli anni '40 dalla famiglia Bazzocchi. Sotto la guida di Lucia Bazzocchi e del figlio Luca i vitigni sono stati sottoposti, per tutto il corso degli anni Ottanta, ad una selezione mirata esclusivamente ai vini di carattere di Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Trebbiano. Se negli anni Cinquanta erano 1.500 piante per ettaro per una produzione totale di 3.500 ettolitri di vino, oggi sono 5.500 le piante per ettaro che producono circa 700 ettolitri per un totale di circa 70.000 bottiglie da 29 ettari di vigneto.

Petrolo si è concentrata fin dall'inizio sui singoli cru: Merlot di Vigna Galatrona per il Galatrona; Sangiovese di Vigna Bòggina per due tipi di Bòggina rosso e Trebbiano per il Bòggina Bianco; e Cabernet Sauvignon di Vigna Campo Lusso per il Campo Lusso. Poi c'è il Torrione, che è un blend di Sangiovese (Bòggina), Merlot (Galatrona) e Cabernet Sauvignon (Campo Lusso). Queste etichette garantiscono l'eccellenza nel rispetto dell'identità dell'azienda. Petrolo è una delle pochissime aziende toscane che non produce un vino base da vendere a basso costo.

I vigneti sono mantenuti secondo procedure organico-naturali. In cantina le tecniche tradizionali si basano sulla fermentazione con soli lieviti autoctoni e sull'utilizzo di vasche di cemento o anfore. La maturazione viene effettuata in botti e fusti adatti ad ogni tipo di vino.

Come spiega Luca: "Fare un grande vino è un'impresa complessa che comporta una coincidenza di circostanze: condizioni particolari di clima e di terreno, un lavoro preciso e minuzioso nei vigneti e nelle cantine, e infine una sana dose di fortuna". Significa prendersi cura personalmente di ogni singolo vitigno, di ogni singola pianta, più volte durante l'anno. E questa è la missione che perseguiamo ogni giorno alla Petrolo.”

Luca Sanjust, che è un artista affermato, mostra una vena poetica, come riassunto in un estratto dell'etichetta Bòggina:

 "E crediamo che il vino,  un grande vino, sia la poetica trasformazione alchemica della natura in cultura. E che solo avendo lievi mani e cuore gentile noi riusciamo a volte a piegare la natura al nostro sentimento umanizzandola e rendendola più bella, come la realtà immaginata in un sogno."

NOTA: I successi di Galatrona e dei tre vini Bòggina saranno discussi in dettaglio in un prossimo numero della Newsletter Heres.

 

 

ENGLISH

 

Petrolo: “Like a reality imagined in a dream”

by Burton Anderson

Petrolo extends over an idyllic spread of vineyards straddling the southeastern edge of the Chianti mountains in the upper Arno valley where Luca Sanjust makes wines that convey his obsession with balance, elegance, precision, depth and territorial identity.

As for territorial identity, Luca explains: “The pedoclimatic conditions of our vineyards, our crus, are exceptional, different from both Montalcino and Chianti Classico, a middle ground, a point of union, of fusion between the two archetypes of central Tuscany.” 

Petrolo was part of the ancient feud of Galatrona, whose medieval tower still stands on foundations that date to Roman times. The estate was bought in the 1940s by the Bazzocchi family. Under Lucia Bazzocchi and son Luca vines were subject to a selection process through the 1980s aimed exclusively at wines of character from Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon and Trebbiano. If in the fifties there were 1,500 plants per hectare for a total production of 3,500 hectoliters of wine, today there are 5,500 plants per hectare producing about 700 hectoliters for a total of about 70,000 bottles from 29 hectares of vineyards.

Petrolo has focused from the beginning on individual crus: Merlot of Vigna Galatrona for Galatrona; Sangiovese of Vigna Bòggina for two types of red Bòggina and Trebbiano for Bòggina Bianco; and Cabernet Sauvignon of Vigna Campo Lusso for Campo Lusso. Then there is Torrione, which is a blend of Sangiovese (Bòggina), Merlot (Galatrona) and Cabernet Sauvignon (Campo Lusso). These labels guarantee excellence in keeping with the identity of the estate. Petrolo is one of very few Tuscan wineries that does not produce a base wine to be sold at low cost.

Vineyards are maintained following organic-natural procedures. In the cellar traditional techniques are based on fermentation using only native yeasts and the use of cement tanks or amphorae. Maturation is carried out in barrels and casks suited to each type of wine.

As Luca explains: “Making a great wine is a complex undertaking involving a coincidence of circumstances: special conditions of climate and soil, precise and painstaking work in the vineyards and cellars, and finally a healthy dose of luck. It means taking personal care of every vine, each single plant, several times through the year. And this is the mission that we pursue at Petrolo every day.”

Luca Sanjust, who is an accomplished artist, also shows a poetic streak, as summed up in an excerpt from the Bòggina label:

“And we believe that wine, a great wine, is the poetic alchemical metamorphosis of nature into culture. And that only by having a light hand and loving heart are we able at times to bend nature to our sentiments, to humanize it and make it more beautiful, like a reality imagined in a dream.”

 

NOTE: The successes of Galatrona and the three Bòggina wines will be discussed in detail in a coming issue of the Heres Newsletter.