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Domaine Bart: Life on Marsannay

lunedì 7 dicembre 2020 15:36:51 Europe/Rome

Domaine Bart: Life on Marsannay

by Burton Anderson

Alcuni anni fa l'INAO (Institut national de l’origine et de la qualité), ha accettato di considerare la candidatura di 14 parcelle storiche di Marsannay per la promozione da “Villages” a Premiers Cru. Ciò che colpisce di questa decisione è il fatto che fino ad oggi l’AOC (appelation d'origine contrôlée) più settentrionale della Cote d’Or in Borgogna non ha vigneti classificati al di sopra della categoria "Villages", uno ’sfottò’ storico condiviso solo da altre due AOC, Chorey-Les-Beaune e Saint-Romain, entrambe di minore importanza.

La decisione dell'INAO è stata motivata da un dossier presentato dal sindacato locale dei vignerons, contenente una richiesta ben definita di promozione di 14 lieux-dits di Marsannay ritenuti degni di passare da "Villages" allo status di Premier Cru. Sembra improbabile che l’esito arrivi prima del 2023, ma nel frattempo suspense e speculazioni si diffondono intorno a Marsannay, alias "il pianeta solitario della Borgogna".

 

I 14 candidati includono vigneti di Domaine Bart, la stimata azienda vinicola di famiglia di Martin Bart, sua sorella Odine e suo figlio Pierre, con 21 ettari vitati nella Côte de Nuits, comprese le preziose parcelle Grands Crus di Chambertin Clos de Bèze e Bonnes Mares. Ma, come dice Pierre Bart, " Il nostro cuore è a Marsannay dove abbiamo la maggior parte dei nostri vigneti".

I sentimenti non contano per i funzionari dell'INAO, che agisce non solo come corte suprema del vino francese, ma anche come organo esecutivo a tolleranza zero. Per farla breve, Domaine Bart possiede parcelle in 3 dei 14 vigneti candidati, tra cui osservatori esperti (come il guru Armando Castagno) sembrano convinti che non più di 10 otterranno lo status superiore.

La famiglia Bart spera per il meglio, ma nel frattempo continua a eccellere con vini che si collocano tra i migliori di Marsannay- o, se vogliamo, tra i “Premier Villages” della Cote d’Or.

Nel box degustazione troverete 6 diverse etichette per esplorare le sfaccettature dei rispettivi lieux-dits vinificati singolarmente da Domaine Bart.

Marsannay Ouzeloy : L’esposizione e il terreno prevalentemente sabbioso con presenza di ciottoli portano a un’ottima maturità zuccherina che si traduce in vini con una notevole ricchezza di frutto e profondità.

Marsannay Longerois : Esposto a sud-est, il terreno è contraddistinto dalla presenza di ghiaie fini di origine calcarea. La parcella di Bart si trova nella sezione più alta del climat, vicino al bosco. I vini sono eleganti e slanciati, caratterizzati dalla dolcezza del frutto e tannini morbidi.

Marsannay Les Echézots : Solitamente è l’ultima vigna ad essere vendemmiata, caratterizzata da un terreno brullo con presenza di ciottoli misti a pietre e limi grigi. Vini classicamente austeri e minerali, la versione di Bart è sorprendentemente seducente e aperta.

Marsannay La Montagne : Lieu-dit tra i più amati da Pierre Bart, la parcella beneficia di un’esposizione a sud per via della curvatura della collina e da una ventilazione costante proveniente dalla piccola combe sovrastante. Alla vena tipicamente minerale di questi vini, Bart aggiunge un tocco leggermente speziato e avvolgente.

Marsannay Au Champ Salomon : Il suolo è di base argilloso con una presenza di ossidi di ferro che gli conferiscono il caratteristico colore rossiccio. Un vino spesso austero in gioventù, con la mano di Bart trova il suo equilibrio anche nei primi anni di bottiglia grazie agli aromi suadenti di frutta matura e spezie.                                                         

ENGLISH

Domaine Bart: Life on Marsannay

by Burton Anderson

Recently INAO, the French national institute of appellations of origin, agreed to consider the candidacy of 14 vineyards of Marsannay for promotion to Premiers Crus. What was striking about the decision was that until now the most northerly AOC zone of Burgundy’s Côte d’Or has had no vineyards classified higher than the category of “Villages”—a historic snub shared only by two other AOCs, Chorey-Les-Beaune and Saint-Romain, both of lesser magnitude.

The INAO decision was prompted by a dossier presented by the local syndicate of vignerons containing a well-defined request for promotion of 14 historical lieux-dits of Marsannay deemed worthy of being upgraded from “Villages” to Premier Cru status. Final rulings seem unlikely before 2023, but in the meantime suspense and speculation run rife around Marsannay, a.k.a. “Burgundy’s lonely planet.”

The 14 candidates include vineyards of Domaine Bart, the esteemed family winery of Martin Bart, his sister Odine and her son Pierre, based in Marsannay with 21 hectares of vines in the Côte de Nuits, including precious plots in the Grands Crus of Chambertin Clos de Bèze and Bonnes Mares. But, as Pierre Bart puts it, “Most of our vineyards are in Marsannay, and they’re closest to our hearts.”

Sentiments don’t count to the functionaries of INAO, which acts not only as France’s supreme court of wine but also as a zero-tolerance enforcement body. To make things short, Domaine Bart owns parcels in 3 of the 14 candidate vineyards, among which expert observers (such as the Italian guru Armando Castagno) seem convinced that no more than 10 will gain the higher status.

The Bart family is hoping for the best, but in the meantime they continue to excel with wines that rate among the finest of Marsannay—or, for that matter, among the premier “Villages” wines of the entire Côte d’Or.                            

 

Domaine Bart e il Rinascimento di Marsannay

giovedì 30 aprile 2020 11:51:10 Europe/Rome

(In foto Pierre Bart, nipote di Martin)

Domaine Bart e il Rinascimento di Marsannay

By Burton Anderson

 

Fino a poco tempo fa, Marsannay, l'avamposto più settentrionale della Côte de Nuits, era considerata la denominazione più sottovalutata e trascurata della Borgogna, con nessuno dei suoi vigneti classificato al di sopra della categoria "Villages". Ma i perseveranti viticoltori sono riusciti a migliorare lo status di Marsannay per esaltare la qualità e l'integrità dei suoi vini con 14 vigneti sul punto di essere ufficialmente riconosciuti come Premier Cru nella denominazione che copre i comuni di Marsannay-la-Côte, Chenôve e Couchey alla periferia di Digione.

Nessuno è stato più perseverante nella corsa per lo status di Premier Cru di Martin Bart, del Domaine Bart, l'azienda vinicola che gestisce con la sorella Odine e suo figlio Pierre.

Domaine Bart dispone di 22 ettari di vigneti, compresi appezzamenti di alcuni dei terroir più apprezzati di Marsannay, sparsi tra sette diversi lieux-dits, tutti coltivati in modo sostenibile.

Marsannay figura in primo piano nelle selezioni Bart con Clos du Roy, Les Longerois, Les Echezots, Au Champ Solomon, Saint-Jacques, Les Grandes Vignes, Les Finottes e Les Favières (che produce anche un vino bianco). Oltre a ciò, Bart ha terreni a Fixin per il Premier Cru Les Harvelets e preziosi appezzamenti nei Grands Crus di Chambertin Clos de Bèze e Bonnes Mares.

Un'attenzione precisa è rivolta all'espressione dei diversi terroir, privilegiando ogni possibile scorciatoia di stile che possa essere più attraente o immediata. Ogni vino esprime chiaramente un tipo di terreno distinto. Come spiega Martin Bart: "Facciamo vini fruttati nello stile classico. Le parole chiave del nostro domaine sono frutta ed equilibrio, equilibrio tra frutta, acidità e tannini. Non produciamo vini di grande estrazione perché il nostro obiettivo principale è il rispetto della frutta."

Durante la vinificazione l'uso di uva a grappolo intero rimane piuttosto marginale (solo tra il 10 e il 20% in media) e non ci sono rimontaggi per i rossi. L'utilizzo di rovere nuovo è modesto, con una percentuale di circa il 25% per i singoli cru di vigneto e di circa il 50% per i Grands Crus di Chambertin Clos de Bèze e Bonnes Mares.

Una delicata tensione interna traspare in tutti i vini di Domaine Bart, che, con l'invecchiamento, offrono 

un'integrità cristallina-classica, vini artigianali che si ergono come esempi del Rinascimento di Marsannay.

 

NOTA: Marsannay è l'unica denominazione della Côte d’Or con disposizioni per la produzione di tre tipi di vino: bianco, rosso e, unicamente, rosato. Anche se raro, Domaine Bart è uno dei principali produttori di Marsannay Rosé con più di 10.000 bottiglie all'anno. [Il vino sarà discusso in dettaglio in una prossima edizione della Newsletter Heres].

 ENGLISH

Domaine Bart and the Renaissance of Marsannay

By Burton Anderson

 Until recently, Marsannay, the northernmost outpost of the Côte de Nuits, figured as the most undervalued and overlooked appellation of Burgundy, with none of its vineyards classified higher than the category of “Villages.” But persevering winemakers have managed to upgrade the status of Marsannay to exalt the quality and integrity of its wines with 14 vineyards on the verge of being officially recognized as Premier Cru in the appellation covering the communes of Marsannay-la-Côte, Chenôve and Couchey on the outskirts of Dijon.

None has been more persevering in the drive for Premier Cru status than Martin Bart, of Domaine Bart, the winery that he runs with his sister Odine and her son Pierre. Domaine Bart has 22 hectares of vineyards, including parcels of some of the most esteemed terroirs of Marsannay scattered between seven different lieux-dits, all of which are farmed sustainably.

Marsannay figures prominently in the Bart selections with Clos du Roy, Les Longerois, Les Echezots, Au Champ Solomon, Saint-Jacques, Les Grandes Vignes, Les Finottes and Les Favières (which also produces a white wine). Beyond that, Bart has holdings in Fixin for the Premier Cru Les Harvelets and precious plots in the Grands Crus of Chambertin Clos de Bèze and Bonnes Mares.

 Precise attention is given to the expression of different terroirs, taking precedence over any possible shortcuts in style that might be more attractive or immediate. Each wine clearly expresses a distinct type of terrain. As Martin Bart explains, “We make fruity wines in the classic style. The key words at our domaine are fruit and balance, balance between fruit, acidity and tannins. We don’t produce big extracted wines because our main aim is to respect the fruit."

During vinification the use of whole-cluster grapes remains rather marginal (only between 10 and 20% on average) and there is no pumping over for the reds. Use of new oak is modest, figuring at about 25% for the single vineyard crus and at about 50% for in the Grands Crus of Chambertin Clos de Bèze and Bonnes Mares. A delicate internal tension shines through in all the wines of Domaine Bart, which, with aging, deliver a crystalline integrity—classic, handcrafted wines that stand as exemplars of the renaissance of Marsannay.

 

NOTE: Marsannay is the only appellation of the Côte d’Or with provisions for the production of three types of wine: white, red and, uniquely, rosé. Although rare, Domaine Bart is a  leading producer of Marsannay Rosé with more than 10,000 bottles a year. [The wine will be discussed in detail in an upcoming edition of the Heres Newsletter]