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Enio Ottaviani Caciara: un rosso “food friendly” per l'estate o per qualsiasi altra stagione

by Burton Anderson

Le dolci colline della Val Conca nell'entroterra riminese ospitano l'azienda Enio Ottaviani, gestita da quattro giovani - Davide Lorenzi, Massimo Lorenzi, Marco Tonelli, Milena Tonelli - con l'intento dichiarato di "fare vino per gli amici".

Difficile immaginare un vino più "food friendly" del Caciara 2018, un Sangiovese Superiore romagnolo che mi ha colpito per la sua verve, il suo vigore e la sua potenziale versatilità, quel tipo di rosso che invita a sorseggiarlo in sintonia con i menù più variegati. Di colore rosso rubino inteso con riflessi violacei, il bouquet suggerisce ciliegia matura e frutti di bosco con note di erbe aromatiche e spezie. Al palato è luminoso e rinfrescante, con un ottimo equilibrio tra frutta e tannini. Il team Ottaviani serve il Caciara fresco, anzi direttamente dal frigo o immerso in un secchiello del ghiaccio in piena estate.

Il Caciara può essere abbinato a una miriade di piatti, ma visto la cucina romagnola abbonda di piatti di terra e di mare, non c'è bisogno di allontanarsi dal territorio riminese e dalle colline dell'Adriatico per comporre un allettante menù da servire su una terrazza all'ombra, accarezzati dalla brezza marina.

Per ampliare il ventaglio, suggerirei di aprire anche una bottiglia di Strati 2019 Romagna Pagadebit, un bianco dall'energia giovanile marcato da profumi di prati in fiore e dalle note erbacee del biancospino che cresce nella macchia lungo la costa adriatica. Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, dalla beva asciutta ma anche generosa con un finale di scintillante freschezza.

Ecco alcune proposte gastronomiche per l’estate ispirate da Massimo Lorenzi.  (Non fatevi ingannare dall'adagio ormai attempato del vino rosso con la carne e del vino bianco con il pesce - nella maggior parte dei casi Strati o Caciara andrebbero bene con entrambi. Provare per credere).

  • - La mitica piadina romagnola con prosciutto crudo, squacquerone morbido e cremoso e foglie di rucola nel mezzo
  • - Prosciutto e melone con rucola e aceto balsamico
  • - Pesce crudo in generale, dai crostacei, al carpaccio di frutti di mare, tartare di tonno, e perché no, sushi e sashimi
  • - Garganelli allo scoglio (tubetti di pasta corta fatti a mano con salsa di vongole, cozze e gamberi)
  • - Strozzapreti con cannocchie, vongole e gamberi
  • - Fritto misto di pesce (calamari, gamberetti, acciughe, moscardini, polipetti ecc. fritti e deliziosamente scricchiolanti)
  • - Grigliata di pesce (all’aperto) insaporita da erbe aromatiche

 

 Ma l’anima gastronomica di Caciara non si esaurisce a fine estate, è chiaramente un vino per tutte le stagioni, comprese quelle in cui il ghiaccio non è solo dentro il secchiello.

 A TUTTO GASSSS!

ENGLISH

Enio Ottaviani Caciara: a “food friendly” red for summer—or any other season

by Burton Anderson

The gently rolling hills of the Val Conca in the hinterland of Rimini accommodate the Enio Ottaviani winery, founded by four young people—Davide Lorenzi, Massimo Lorenzi, Marco Tonelli, Milena Tonelli—with the avowed purpose of “making wine for friends.”

It’s hard to imagine a wine more “food friendly” than Caciara 2018, a Romagna Sangiovese Superiore that struck me with its verve, vigor and potential versatility, the kind of red that invites you to sip it right through the most variegated of menus. Of intense ruby violet color, the bouquet suggests ripe cherries and wild berries with notes of herbs and spices. On the palate it is bright and refreshing, nicely balanced between fruit and tannins. The Ottaviani team always serves Caciara cool, indeed straight from the fridge or an ice bucket in the height of summer.

Caciara could be matched with most any dish, but since Romagna provides a wealth of foods from land and sea, there’s little need to stray beyond the Rimini area and the hills along the Adriatic to make up a hypothetical menu to be served on a shady terrace wafted by sea breezes.

To broaden the scope, I’d suggest opening a bottle of Strati 2019 Romagna Pagadebit, a white of youthful energy marked by scents of flowering meadows and the herbaceous hints of hawthorn that grows in the scrub along the Adriatic coast. Of straw yellow color with greenish tints, it has dry but mellow flavor of scintillating freshness.

Here are some food suggestions for summer dining inspired by Massimo Lorenzi.  (Don’t be misled by the timeworn adage of red wine with meat, white wine with fish—in most cases either Strati or Caciara would go well, but your best bet is to try each and see).

  • - Piadina (Romagna’s legendary flatbread) with prosciutto crudo, soft and creamy squacquerone cheese and rucola sandwiched in between
  • - Prosciutto and melone with rucola and aceto balsamico
  • - Raw fish in general, taking in various shellfish, seafood carpaccio, tuna tartar, sashimi and sushi
  • - Garganelli allo scoglio (hand made short pasta tubes with a sauce including clams, mussels and shrimp)
  • - Strozzapreti (“priest stranglers,” short pasta strands with mussels, manta shrimp and prawns)
  • - Fritto misto di pesce (scrumptiously crisp deep fried squid, shrimp, anchovies, moscardini baby octopus and more)
  • - Grigliata di pesce (charcoal grilled seafood seasoned with herbs)

Oh, by the way, Caciara’s “food friendliness” doesn’t stop with the end of summer. It’s clearly a wine for all seasons, including those when the ice is not just inside the bucket.

Enio Ottaviani, la realtà di una visione felliniana

giovedì 18 giugno 2020 18:07:05 Europe/Rome

Enio Ottaviani, la realtà di una visione felliniana

By Burton Anderson

In tempi di orizzonti in espansione, i luoghi del vino sono sempre più dove si vorrebbe che fossero, e il ‘dove' è arrivato a includere posti prima improbabili come l'entroterra di quell’apoteosi delle località balneari di Rimini, che, se mi si vuole scusare il non sequitur, è anche il luogo di nascita di Federico Fellini.

Le dolci colline della Val Conca ospitano l'azienda Enio Ottaviani, gestita oggi dalla nuova generazione - Davide Lorenzi, Massimo Lorenzi, Marco Tonelli, Milena Tonelli - con l'intento dichiarato di "fare vino per gli amici".

 La proprietà conta 12 ettari di vigneti coltivati con varietà autoctone e internazionali, dove è stata costruita una cantina all'avanguardia che irradia modernità e funzionalità: "avevamo il sogno di creare un luogo che non fosse semplicemente una cantina, ma un ambiente dove poter contemplare il vino tramite un'esperienza sensoriale completa". Traguardi raggiunti con caparbietà e le idee chiare “Siamo giovani, siamo pop e la mattina ci svegliamo con il gas tirato a manetta. Siamo una squadra di amici, propulsori di una storia di famiglia, ma soprattutto siamo romagnoli, determinati nel voler abbattere i muri di indifferenza verso i vini della nostra regione”.

Massimo o ‘Macho’ responsabile delle vendite, ha visto cambiare pelle al mercato in un batter d'occhio: vini che fino a tre anni fa potevano essere recepiti come magri e pallidi, oggi sono apprezzati perché diretti e godibili. La chiave di volta, dice, sta nel non strafare rispettando la natura del rapporto tra terra, vite e uomo.

 Davide o ‘Dado’, responsabile della produzione, è l’uomo dell’orizzonte, tra mare Adriatico e il dosso collinare che contorna i campi vitati a cinquanta metri sul livello del mare. Il resto lo fa la luce, il passaggio delle nuvole, il sale che condisce e consuma. Se la Romagna è terra di estro e orizzonti, è anche luogo di una saggezza popolare che Ottaviani non ha voluto dimenticare. Così, oltre a ricercare le virtù di Riesling, Sauvignon Blanc, Chardonnay e Cabernet, il team ha messo al centro del progetto i vitigni autoctoni, soprattutto il Sangiovese, ma con un sorprendente revival del Pagadebit, un tempo adorato dai vignaioli in quanto vitigno prolifico che "pagava i debiti".

Le mie degustazioni dei vini Ottaviani fino ad oggi sono limitate a due etichette:

Il Caciara 2018, un Sangiovese Superiore di Romagna, mi ha colpito per la sua vigoria e per la sua  versatilità, quel tipo di rosso che invita a essere sorseggiato con i menu più variegati.

Strati 2019,  Romagna Pagadebit Dop, il cui nome fa riferimento alle stratificazioni di sabbia, argilla e limo dei vigneti, è un bianco di energia giovanile scandito da profumi di prati fioriti inondati dal sole dei cieli marini.

Fin qui tutto bene, ma cosa c'entra questa storia con Federico Fellini? Ebbene, il grande regista nei suoi film e nella sua vita sembrava incarnare lo spirito della Romagna. A sua detta: “l'unico vero realista è il visionario”, parole che mi sembra abbraccino lo spirito di Enio Ottaviani.

ENGLISH

Enio Ottaviani, the Reality of a Felliniesque Vision

By Burton Anderson

 In these days of expanding horizons, wine country is increasingly where you wish it to be, and the  “where” has come to include such previously improbable locations as the hinterland of that apotheosis of beach resorts Rimini—which, if you’ll excuse the non sequitur, is also the birthplace of Federico Fellini.

The gently rolling hills of the Val Conca accommodate the Enio Ottaviani winery, founded by four young people—Davide Lorenzi, Massimo Lorenzi, Marco Tonelli, Milena Tonelli—with the avowed purpose of “making wine for friends.” They established 12 hectares of vineyards planted with an array of native and international varieties and built an avant-garde winery that radiates modernity and functionality. As they describe it: “We had a dream to create a place that was not simply a wine cellar, but a setting where we could contemplate wine as a complete sensory experience.”

They’ve accomplished this with energy and purpose. “We’re young, we’re with it, we wake up in the morning going full throttle. We’re a team of friends, driven by the force of a family history, but above all we’re natives of Romagna, stubbornly intent on breaking down the barriers of indifference toward our region’s wines.”

Massimo or “Macho” is the sales manager, who has seen the market change in the blink of an eye, as wines that until recently were considered lithe and lightsome are now esteemed as bright and delightfully drinkable. As Macho puts it, “The key lies in not overdoing it while respecting the nature of the link between earth, vine and man.”

Davide or “Dado” oversees production as the man on the spot between the Adriatic and the sloping vineyards at 50 meters above sea level, where the wine, according to Dado, is the handiwork of sunlight, passing clouds and the salty sea air that seasons scents and flavors .

If Romagna is a land of impulse and innovation, it is also a place of popular wisdom that Ottaviani refuses to forget. So while evaluating the virtues of Riesling, Sauvignon Blanc, Chardonnay and Cabernet, the team put the focus fair and square on native varieties: above all Sangiovese but with a surprise revival of Pagadebit, once adored by vignaioli as a prolific variety that “paid off debts.”

My tastings of the Ottaviani wines to date have been limited to two:

Caciara 2018, a Romagna Sangiovese Superiore, struck me with its verve, vigor and potential versatility, the kind of red that invites you to sip it right through the most variegated of menus.

Strati 2019, a Romagna Pagadebit, whose name refers to the strata of sand, clay and silt of the vineyards, is a white of youthful energy marked by scents of flowering meadows awash in the sunlight of the seaside sky.

All well and good, you might say, but what does that have to do with Federico Fellini? Well, the great director in his films and his life seemed to embody the spirit of Romagna. One of his famous sayings was, “The only true realist is the visionary,” and that seems to me to embody the spirit of Enio Ottaviani.