Ciro Biondi e le virtù vulcaniche di Pianta e Cisterna Fuori

by Burton Anderson

Ciro Biondi, i cui antenati sono da secoli proprietari di vigneti sull'Etna, nel 1999 ha rilevato ciò che restava della sua fiorente cantina di famiglia e ha ricominciato da capo, rinnovando tre vigneti sulle pendici sud-orientali dell'Etna intorno al paese di Trecastagni con l'idea fissa di "resuscitare questi  luoghi meravigliosi". Da allore Ciro (architetto di formazione) e sua moglie Stephanie Pollock hanno ristrutturato un vecchio palmento di famiglia e realizzato una cantina per l'affinamento adiacente ai vigneti.

La rinasctia dell’azienda è avvenuta nella fase iniziale della rivoluzione che ha fatto dell'Etna la zona più dinamica del vino italiano di oggi. Ciro si è concentrato sulle varietà locali e sul recupero di vigneti a 600-700 metri di altitudine diposti su ripidi pendii terrazzati, dove I terreni vulcanici sono sabbiosi e ricchi di minerali. Dei vini rossi dell'Etna si dice che hanno un carattere "borgognone" e quelli di Ciro Biondi sono per me tra i più borgognoni di tutti. Anche I bianchi sono decisamente unici e distintivi con la loro pronunciata salinità, paragonabili secondo alcuni estimatori ai vini di Chablis.

Etna Bianco Pianta 2018. Da uve di Carricante con circa il 10% di Catarratto e Minnella coltivati nella parcellla Chianta della Contrada Ronzini. L'uva, raccolta in ottobre, viene diraspata e dopo una breve macerazione sulle bucce il mosto viene fatto fermentare in piccole botti di rovere francese dove rimane per altri nove mesi ad affinare. Di colore giallo paglierino lucente, al naso si viene rapiti dai sentori minerali e salmastri ammansiti da note più dolci di miele e finocchio selvatico, e un inconfondibile tocco fumè, specchio del terreno lavico da cui proviene.  L’annata 2018 sembra ancora più fresca e definita delle precedenti, con una bocca flessuosa e ritmata da una bellissima acidità che si sprigiona fino alla fine, su una lunga scia salina.

Etna Rosso Cisterna Fuori 2018. Da uve di Nerello Mascalese con circa il 20% di Nerello Cappuccio coltivati nella parcella di Cisterna Fuori della Contrada Ronzini. Dopo una macerazione di 10-12 giorni sulle bucce, il vino viene fatto fermentare e maturare per 18 mesi in barriques e tonneaux usati. Di colore rubino tenue con riflessi granati, gli aromi richiamano terra e flora vulcanica, frutti di bosco, erbe aromatiche e speziature balsamiche. Fresco e sapido al palato, il vino mostra una consistenza vellutata e un ricco carattere varietale con un finale lungo ed elegante.

Ciro e Stef sono anche dei bravi cuochi  e gli abbinamenti che suggeriscono sono ispirati a piatti siciliani con alcune varianti ecclettiche.

Con Pianta consigliano lasagne con zucca, salsiccia e ricotta e la parmigiana di melanzane, ma anche una caponata di cappone, in cui la melanzana è sostituita dal pesce cappone.

 

Altre delizie includono il gravlax (salmone marinato con sale, aneto e fiori di cappero),

 

e gli spaghetti della Valle del Grano conditi con la colatura di alici di cetara (salsa di acciughe fermentata in salamoia).

Cisterna Fuori si sposa bene con l'agnello e l'anatra, così come le cotolette di maiale impanate con semi di sesamo, ma anche con piatti a base di pesce, tra cui quelli sopra citati.

Un abbinamento che potete provare con entrambi i vini è il Roquefort o un buon Gorgonzola.

A proposito di abbinamenti, Ciro e Stef ci hanno raccontato di essersi sposati nel 2004 nel vigneto di Cisterna Fuori.

ENGLISH

Ciro Biondi and the volcanic virtues of Pianta and Cisterna Fuori

By Burton Anderson

Ciro Biondi, whose ancestors have owned vineyards on Mount Etna for centuries, took over what remained of his once thriving family winery in 1999 and started anew, renovating three vineyards on the southeastern slopes of Etna around the village of Trecastagni with a fixed idea of “resurrecting these beautiful places.” Ciro (an architect by training) and his wife Stephanie Pollock reworked an old palmento in one vineyard as a winery with barrel storage in the old cellar of his family home.

That was in the early stages of the revolution that has made Etna the most dynamic area of Italian wine today. Ciro focused on wines from local varieties in vineyards at 600 to 700 meters of altitude on steep terraced slopes in sandy mineral-rich volcanic soils. The red wines of Etna are noted for a “Burgundy-like” character and, in my experience, those of Ciro Biondi are among the most Burgundian of all. The whites with their pronounced salinity and minerality are equally distinctive but decidedly unique, though admirers find points in common with wines of Chablis.

Etna Bianco Pianta 2018. Comes from Carricante with about 10% of Catarratto and Minnella  grown in the Chianta parcel of Contrada Ronzini. Grapes, harvested in October, are destemmed and after a brief maceration on the skins the must is fermented in small French oak barrels where it remains for another nine months to refine. Of bright straw yellow color, the nose is enraptured by the mineral and brackish hints of honey and wild fennel, and an unmistakable touch of smoke, mirroring the volcanic soil from which it comes. The 2018 seemed even fresher and more defined than previous vintages, with a supple and rhythmic palate and acidity that lingers until the end on a long saline trail.

Etna Rosso “Cisterna Fuori” 2018. Comes from Nerello Mascalese with about 20% Nerello Cappuccio grown in the Cisterna Fuori parcel of Contrada Ronzini. After maceration of 10-12 days on the skins, the wine is fermented and matured for 18 months in used barriques and tonneaux. Of medium ruby color with garnet highlights, aromas evince volcanic soils and flora, wild berries, herbs and spices with balsamic notes. Fresh and savory on the palate, the wine shows velvety texture and rich varietal character in a long and elegant finish.

Ciro and Stef, who are known as good cooks, suggest matches for the wines that take in Sicilian dishes as well as eclectic variations.

With Pianta they recommend lasagna with squash, sausage and ricotta, eggplant parmigiana, as well as caponata di cappone, in which the usual eggplant is replaced by the fish known as cappone. Other treats would be gravlax (salmon marinated with salt, dill and caper flowers), and colatura di alici di cetara (a sauce of anchovies fermented in brine) with spaghetti Valle del Grano.  

Cisterna Fuori goes well with lamb and duck, as well as breaded pork cutlets with sesame seeds. This red also goes nicely with many seafood dishes, including those named above. An ideal match with both wines would be Roquefort—or a fine Gorgonzola.

Speaking of matches, it’s worth noting that Ciro and Stef were married in the Cisterna Fuori vineyard in 2004.