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Torrione 2018: il vino simbolo di Petrolo compie trent’anni

lunedì 30 novembre 2020 13:21:48 Europe/Rome

Torrione 2018: il vino simbolo di Petrolo compie trent’anni

by Burton Anderson

Alla fine degli ottanta Lucia Bazzocchi Sanjust prese in mano la tenuta di famiglia e decise che era giunto il momento di fare un vino che si distinguesse dalla produzione allora piuttosto ordinaria proveniente dai vigneti di Petrolo, nella Valdarno di Sopra. Nel 1988, assieme al leggendario Giulio Gambelli, ha creato il Torrione, un vino che il figlio Luca Sanjust, festeggiando l’uscita del 2018 che ha segnato il trentesimo anniversario dalla sua nascita, ha definito il “vin de château” di Petrolo perché deriva da uve coltivate in tutti i vigneti dell’azienda.

"Il Torrione ha rappresentato la svolta per Petrolo perché da quel momento in poi abbiamo puntato esclusivamente su vini di altissima qualità", ha ricordato Luca nel ripercorrere la propria carriera di giovane artista che ha gradualmente rilevato l'azienda, trasformandosi in un appassionato viticoltore.

 

La fattoria di Petrolo, acquistata negli anni quaranta dalla famiglia Bazzocchi, faceva parte dell'antico feudo di Galatrona, la cui torre medievale sorge ancora oggi su fondamenta che risalgono all'epoca romana. Dalla fine degli anni ottanta Lucia e Luca si sono concentrati sulla produzione di vini di carattere da Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Trebbiano. Se negli anni cinquanta si contavano 1.500 piante per ettaro per una produzione totale di 3.500 ettolitri di vino, oggi sono 5.500 le piante per ettaro che producono circa 700 ettolitri per un totale di circa 70.000 bottiglie da 29 ettari di vigneto.

Petrolo ha puntato sui singoli cru: Merlot dalla Vigna Galatrona per il Galatrona; Sangiovese dalla Vigna Bòggina per due tipi di Bòggina rosso e Trebbiano per il Bòggina Bianco; e Cabernet Sauvignon dalla Vigna Campo Lusso per il Campo Lusso.

Il Torrione, che prende il nome dalla torre di Galatrona, è un blend di Sangiovese con aggiunte di Merlot e Cabernet Sauvignon.

All’inizio Torrione era venduto come vino da tavola, così come molti altri vini illustri che al tempo erano conosciuti come "Super Tuscans". Attualmente riporta la denominazione piuttosto esoterica di DOC Vald'Arno di Sopra Pietraviva Rosso. Qualunque sia il titolo, Luca lo descrive come "un perfetto esempio di rosso equilibrato, pulito e profondo, un vino che racconta, meglio di ogni altro, la vera identità del nostro territorio".

"Le condizioni pedoclimatiche dei nostri vigneti sono eccezionali, diverse sia da Montalcino che dal Chianti Classico, una terra di mezzo, un punto di unione e di fusione tra i due archetipi della Toscana centrale".

"Il Torrione 2018 si presenta con un cuore volante impresso sull’etichetta storica, non solo per celebrare un'occasione unica, ma anche perché l’annata 2018 è una delle versioni più eleganti e accattivanti mai realizzate". La nuova grafica è stata realizzata da Sabina Mirri, artista di fama internazionale che è anche la moglie di Luca.

Torrione 2018 ha già ottenuto il plauso della critica. Antonio Galloni lo ha descritto come "favoloso...con frutta rossa e matura, cioccolato, spezie, cuoio e tabacco, il tutto ampliato con note di testa floreali che aggiungono un tocco dolce e aromatico. In una parola: delizioso".

Come dice Luca: "Il Torrione è nato e rimane il vino simbolo di Petrolo. E' l’emblema di Petrolo"

Il debutto del Torrione 2018 è coinciso con l'uscita del superbo olio extravergine d'oliva 2020, suggerendo un abbinamento ideale. Alla domanda con quali piatti eccelle il Torrione, Luca ha risposto senza esitazione "pane e olio".

A proposito di accostamenti, Petrolo è stata tra le prima aziende rappresentate da Heres nel 2002 quando, come ricorda Luca, "Cesare Turini era solo un ragazzo".

ENGLISH

Torrione 2018: Thirty vintages of the wine that epitomizes Petrolo

by Burton Anderson

Lucia Bazzocchi Sanjust, who took charge of her family’s Petrolo estate in the late 1980s, decided that the time had come to make a wine that stood out from what was then the rather ordinary output of vineyards of Tuscany’s Upper Arno Valley. Working with the legendary Giulio Gambelli, she created Torrione from the 1988 vintage, a wine that her son Luca Sanjust, celebrating the issue of the 2018 vintage that marked the wine’s thirtieth anniversary, described as Petrolo’s “vin de château” because it derives from grapes grown in all the estate’s vineyards.

“Torrione represented the turning point for Petrolo because from then on we aimed exclusively at wine of the highest quality,” Luca recalled in tracing his own career as a young artist who gradually took over the estate and became a passionate winemaker.

Petrolo, which was acquired in the 1940s by the Bazzocchi family, was part of the ancient feud of Galatrona, whose medieval tower still stands on foundations that date to Roman times. Lucia and Luca carried out a selection process through the 1980s aimed exclusively at wines of character from Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon and Trebbiano. If in the fifties there were 1,500 plants per hectare for a total production of 3,500 hectoliters of wine, today there are 5,500 plants per hectare producing about 700 hectoliters for a total of about 70,000 bottles from 29 hectares of vineyards.

Petrolo has focused on individual crus: Merlot of Vigna Galatrona for Galatrona; Sangiovese of Vigna Bòggina for two types of red Bòggina and Trebbiano for Bòggina Bianco; and Cabernet Sauvignon of Vigna Campo Lusso for Campo Lusso.

Torrione, named for the tower of Galatrona, is a blend of Sangiovese with touches of Merlot (from Galatrona) and Cabernet Sauvignon (from Campo Lusso).

From the earlier vintages Torrione was sold as a vino da tavola, as were many of the eminent wines that came to be known as “Super Tuscans.” It now assumes the rather esoteric qualification of DOC Vald’Arno di Sopra Pietraviva Rosso. Whatever the title, Luca describes it as “a perfect example of a balanced, clean and deep red, a wine that tells, better than any other, the true identity of our territory.”

“The pedoclimatic conditions of our vineyards are exceptional, different from both Montalcino and Chianti Classico, a middle ground, a point of union, of fusion between the two archetypes of central Tuscany.”

“Torrione from the 2018 vintage was issued with a special flying heart on the label, not only to celebrate a unique occasion, but also because 2018 is one of the most elegant and captivating versions ever made.” The new graphics were created by Sabina Mirri, an artist of renown who also happens to be Luca’s wife.

Torrione 2018 has already been winning critical acclaim. Antonio Galloni described it as “fabulous…with ripe dark red fruit, chocolate, spices, leather and tobacco all increased a few notches with sweet floral top notes that add an aromatic boost. In a word: delicious.”

As Luca puts it: “Torrione was born and remains the symbolic wine of Petrolo. It epitomizes Petrolo.”

The debut of the Torrione 2018 coincided with the issue of the estate’s superb extra vergine olive oil from 2020, which brings to mind the makings of an ideal match. When asked with which foods Torrione excels, Luca without hesitation replied “pane e olio.”

Speaking of matches, Petrolo was among the first wineries assumed by Heres in 2002, when, as Luca recalled, “Cesare Turini was just a kid” Petrolo and Heres have been together happily ever since.

Petrolo: “Come la realtà immaginata in un sogno”

giovedì 2 aprile 2020 09:58:18 Europe/Rome

 

 

Petrolo: “Come la realtà immaginata in un sogno”

by Burton Anderson

 Petrolo si estende su un'idilliaca distesa di vigneti a cavallo del margine sud-orientale dei monti del Chianti, nell'alta valle dell'Arno, dove Luca Sanjust produce vini che trasmettono la sua ossessione per l'equilibrio, l'eleganza, la precisione, la profondità e l'identità territoriale.

Per quanto riguarda l'identità territoriale, spiega Luca: "Le condizioni pedoclimatiche dei nostri vigneti, dei nostri cru, sono eccezionali, diverse sia da Montalcino che dal Chianti Classico, una terra di mezzo, un punto di unione, di fusione tra i due archetipi della Toscana centrale".

Petrolo faceva parte dell'antico feudo di Galatrona, la cui torre medievale sorge ancora oggi su fondamenta che risalgono all'epoca romana. L’azienda fu acquistato negli anni '40 dalla famiglia Bazzocchi. Sotto la guida di Lucia Bazzocchi e del figlio Luca i vitigni sono stati sottoposti, per tutto il corso degli anni Ottanta, ad una selezione mirata esclusivamente ai vini di carattere di Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon e Trebbiano. Se negli anni Cinquanta erano 1.500 piante per ettaro per una produzione totale di 3.500 ettolitri di vino, oggi sono 5.500 le piante per ettaro che producono circa 700 ettolitri per un totale di circa 70.000 bottiglie da 29 ettari di vigneto.

Petrolo si è concentrata fin dall'inizio sui singoli cru: Merlot di Vigna Galatrona per il Galatrona; Sangiovese di Vigna Bòggina per due tipi di Bòggina rosso e Trebbiano per il Bòggina Bianco; e Cabernet Sauvignon di Vigna Campo Lusso per il Campo Lusso. Poi c'è il Torrione, che è un blend di Sangiovese (Bòggina), Merlot (Galatrona) e Cabernet Sauvignon (Campo Lusso). Queste etichette garantiscono l'eccellenza nel rispetto dell'identità dell'azienda. Petrolo è una delle pochissime aziende toscane che non produce un vino base da vendere a basso costo.

I vigneti sono mantenuti secondo procedure organico-naturali. In cantina le tecniche tradizionali si basano sulla fermentazione con soli lieviti autoctoni e sull'utilizzo di vasche di cemento o anfore. La maturazione viene effettuata in botti e fusti adatti ad ogni tipo di vino.

Come spiega Luca: "Fare un grande vino è un'impresa complessa che comporta una coincidenza di circostanze: condizioni particolari di clima e di terreno, un lavoro preciso e minuzioso nei vigneti e nelle cantine, e infine una sana dose di fortuna". Significa prendersi cura personalmente di ogni singolo vitigno, di ogni singola pianta, più volte durante l'anno. E questa è la missione che perseguiamo ogni giorno alla Petrolo.”

Luca Sanjust, che è un artista affermato, mostra una vena poetica, come riassunto in un estratto dell'etichetta Bòggina:

 "E crediamo che il vino,  un grande vino, sia la poetica trasformazione alchemica della natura in cultura. E che solo avendo lievi mani e cuore gentile noi riusciamo a volte a piegare la natura al nostro sentimento umanizzandola e rendendola più bella, come la realtà immaginata in un sogno."

NOTA: I successi di Galatrona e dei tre vini Bòggina saranno discussi in dettaglio in un prossimo numero della Newsletter Heres.

 

 

ENGLISH

 

Petrolo: “Like a reality imagined in a dream”

by Burton Anderson

Petrolo extends over an idyllic spread of vineyards straddling the southeastern edge of the Chianti mountains in the upper Arno valley where Luca Sanjust makes wines that convey his obsession with balance, elegance, precision, depth and territorial identity.

As for territorial identity, Luca explains: “The pedoclimatic conditions of our vineyards, our crus, are exceptional, different from both Montalcino and Chianti Classico, a middle ground, a point of union, of fusion between the two archetypes of central Tuscany.” 

Petrolo was part of the ancient feud of Galatrona, whose medieval tower still stands on foundations that date to Roman times. The estate was bought in the 1940s by the Bazzocchi family. Under Lucia Bazzocchi and son Luca vines were subject to a selection process through the 1980s aimed exclusively at wines of character from Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon and Trebbiano. If in the fifties there were 1,500 plants per hectare for a total production of 3,500 hectoliters of wine, today there are 5,500 plants per hectare producing about 700 hectoliters for a total of about 70,000 bottles from 29 hectares of vineyards.

Petrolo has focused from the beginning on individual crus: Merlot of Vigna Galatrona for Galatrona; Sangiovese of Vigna Bòggina for two types of red Bòggina and Trebbiano for Bòggina Bianco; and Cabernet Sauvignon of Vigna Campo Lusso for Campo Lusso. Then there is Torrione, which is a blend of Sangiovese (Bòggina), Merlot (Galatrona) and Cabernet Sauvignon (Campo Lusso). These labels guarantee excellence in keeping with the identity of the estate. Petrolo is one of very few Tuscan wineries that does not produce a base wine to be sold at low cost.

Vineyards are maintained following organic-natural procedures. In the cellar traditional techniques are based on fermentation using only native yeasts and the use of cement tanks or amphorae. Maturation is carried out in barrels and casks suited to each type of wine.

As Luca explains: “Making a great wine is a complex undertaking involving a coincidence of circumstances: special conditions of climate and soil, precise and painstaking work in the vineyards and cellars, and finally a healthy dose of luck. It means taking personal care of every vine, each single plant, several times through the year. And this is the mission that we pursue at Petrolo every day.”

Luca Sanjust, who is an accomplished artist, also shows a poetic streak, as summed up in an excerpt from the Bòggina label:

“And we believe that wine, a great wine, is the poetic alchemical metamorphosis of nature into culture. And that only by having a light hand and loving heart are we able at times to bend nature to our sentiments, to humanize it and make it more beautiful, like a reality imagined in a dream.”

 

NOTE: The successes of Galatrona and the three Bòggina wines will be discussed in detail in a coming issue of the Heres Newsletter.