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Silvia Zucchi e l'assortimento creativo di Lambrusco di Sorbara

lunedì 31 agosto 2020 11:02:35 Europe/Rome

Silvia Zucchi e l'assortimento creativo di Lambrusco di Sorbara

By Burton Anderson

Come accennato in un precedente articolo, Silvia Zucchi è sbocciata nel panorama di Sorbara con una gamma personalizzata di vini ispirati al padre Davide con etichette dedicate ai nonni Maria Alma e Bruno Zucchi.

I quattro vini si qualificano come Lambrusco di Sorbara DOP derivanti da vigneti trentennali piantati nella pianura lungo la riva destra del fiume Secchia, in località San Lorenzo sott'argine. Tutti Lambrusco di Sorbara, certo, ma che differenza di tipologie e stile; Purezza e Rosato sono vinificati con il metodo Charmat; Infondo viene rifermentato in bottiglie e poi c’è il Metodo Classico.

Lambrusco di Sorbara Purezza. Purezza ha un colore rubino brillante e aromi di viola e frutti di bosco con sapori vibranti e scattanti e bollicine cremose che avvolgono il palato. Fresco, gustoso e sapido nel finale, questo vino è infinitamente bevibile con una gamma di cibi emiliani e non solo. Tra le proposte locali citiamo salumi misti; tagliatelle al ragù; lasagna verde alla modenese; zampone e cotechino con lenticchie; il bollito a pasta molle misto con vari tagli di manzo, maiale, lingua e salsiccia serviti con salsa verde.

Lambrusco di Sorbara Rosato. Le uve vengono raccolte precocemente e fermentate con il metodo Charmat per un vino di colore rosa corallo brillante con profumi di ciliegie in fiore e sapori freschi e sapidi.  Questo versatile rosato si adatta ad una gamma di antipasti e insalate a base di verdure, pesce e formaggi; pizza Margherita; tortellini in brodo; spaghetti al pomodoro; pasta con i crostacei; fritto misto al mare; verdure alla griglia, pesce e pollame.

Lambrusco di Sorbara Infondo. Rifermentato in bottiglia secondo la tradizione locale, Infondo ha un colore rubino violaceo chiaro, vagamente torbido per la presenza di lieviti in sospensione, evidente anche nell'aroma floreale con note di fragoline di bosco che traspaiono nei sapori con un vigoroso equilibrio acido-fruttato e un finale lungo e scintillante.L'Infondo è adatto a un antipasto di salumi locali con mortadella, salame casalingo, pancetta, prosciutto di Modena accompagnati da golose crescentine, tigelle e gnocco fritto. Si abbinerebbe altrettanto bene ai piatti citati sotto Purezza.

Lambrusco di Sorbara Metodo Classico Dosaggio Zero. Questo raffinato spumante nasce da una selezione delle migliori uve di Sorbara pigiate intere e fermentate in vasche prima di essere imbottigliato e rifermentato per 26 mesi senza aggiunta di dosaggio.Ideale come aperitivo, magari accompagnato da pezzetti di Parmigiano-Reggiano condito con il tradizionale aceto balsamico, o qualsiasi altro bocconcino saporito che soddisfi la vostra fantasia.

 

ENGLISH

Silvia Zucchi’s creative array of Lambrusco di Sorbara

By Burton Anderson

As mentioned in an earlier article, Silvia Zucchi has blossomed forth with a personalized range of wines inspired by her father Davide with labels dedicated to her grandparents Maria Alma and Bruno Zucchi.

The four wines all qualify as Lambrusco di Sorbara DOP deriving from 30-year-old vineyards planted in the flatlands along the right bank of the Secchia river at a place called San Lorenzo sott’argine. Lambrusco di Sorbara all, but what a difference in types and styles. Purezza and Rosé are vinified by the Charmat method. Infondo is refermented in bottle. Metodo Classico is made by the classic method of fermentation in bottle.

Lambrusco di Sorbara Purezza. Purezza has brilliant ruby color and aromas of violets and berries with vibrant, snappy flavors and creamy bubbles that envelope the palate. Fresh, mellow and savory on the finish, the wine is infinitely drinkable with a range of foods from Emilia and well beyond. Local suggestions include mixed cold cuts; tagliatelle al ragù; lasagna verde alla modenese; zampone and cotechino with lentils; the slow-simmered bollito misto with various cuts of beef, pork, tongue and sausage served with salsa verde. 

Lambrusco di Sorbara Rosé. Grapes are harvested early and fermented by the Charmat method for a Rosé of bright coral pink color with blossomy scents of cherries and refreshingly zesty flavors.  This versatile rosé is suited to a range of antipasti and salads based on vegetables, fish and cheeses; pizza Margherita; tortellini in brodo; spaghetti al pomodoro; pasta with shellfish; fritto misto al mare; grilled vegetables, fish and poultry.

Lambrusco di Sorbara Infondo. Refermented in bottle following local tradition, Infondo has pale ruby-violet color, vaguely cloudy due to suspended yeasts, also evident in the flowery aroma with notes of wild strawberries that carry over into the flavors with a vigorous acid-fruit balance and a long and scintillating finish. Infondo would seem well suited to an antipasto platter of local salumi with mortadella, salame casalingo, pancetta, prosciutto di Modena accompanied by small bread puffs called crescentini, tigelle and gnocco fritto. It would go equally well with the dishes cited under Purezza.

Lambrusco di Sorbara Dosaggio Zero. This refined sparkler comes from a selection of the best Sorbara grapes pressed whole and fermented in tanks before being bottled and refermented for 26 months following the classic method for a pas dosé.Ideal as an aperitivo, perhaps accompanied by chunks of Parmigiano-Reggiano topped with traditional aceto balsamico, or any other savory tidbits that meet your fancy.

Silvia Zucchi: il Lambrusco dal volto fresco e dalle idee brillanti

lunedì 29 giugno 2020 15:20:19 Europe/Rome

 

Silvia Zucchi: il Lambrusco dal volto fresco e dalle idee brillanti

By Burton Anderson

 Il Lambrusco, nella sua lunga storia - non preoccupatevi, non vi riporterò alle sue antiche origini ma solo ai miei primi incontri avvenuti negli anni Settanta - è stato uno dei vini italiani più vivaci e conviviali, ma anche uno dei più incompresi e maltrattati e, in definitiva, uno dei più amati. Amato soprattutto dalla gente della sua terra d'origine, l’Emilia, ma anche da un numero crescente di forestieri, tra cui un nugolo di scrittori, che non si sono dovuti impegnare troppo ad apprezzarlo, perché è un vino che sin dal primo sprizzo di bolle ti ammalia e ti lascia - almeno nel mio caso – sedotto senza speranza.

 Devo ammettere che non è stato amore a prima vista. I miei primi assaggi di Lambrusco sono state le versioni piuttosto grezze servite nelle osterie emiliane e degli intrugli commerciali (troppo spesso amabili) che si trovano sugli scaffali dei supermercati. Poi c'è stata quella roba dolce che ha conquistato l'America negli anni Settanta, commercializzata in massa come "nice on ice" col nomignolo di "Coca-Cola italiana".

 Saltate avanti di una decina d'anni, ai giorni della mia diligente ricerca sulle complessità dell'Aceto Balsamico Tradizionale, accompagnata da giri di bevute e pasti locali e dalla scoperta della versione rubino rosato - e rigorosamente secca – del Lambrusco di Sorbara. Faccio una confessione: per quanto mi piaccia la spuma violacea scura di Castelvetro e delle province di Parma e Reggio, per il mio gusto il paradigma del Lambrusco è il Sorbara.

 Un salto in avanti di un altro paio di decenni, durante i quali una sorta di rinascita ha portato il Lambrusco di Sorbara a nuovi livelli di qualità, integrità e ... stavo per dire prestigio, ma solo tra quei conoscitori che avevano seguito da vicino con crescente ammirazione i progressi di un nutrito gruppo di produttori che, mi fa piacere osservare, hanno influenzato una nuova generazione di viticoltori dai volti freschi e dalle idee brillanti.

 Il che ci porta a Silvia Zucchi. Nata nel 1990, ma con già dieci vendemmie alle spalle con l'azienda di famiglia Cantina Zucchi (una delle mie fonti preferite di Sorbara), Silvia è sbocciata con una gamma personalizzata di vini ispirati al padre Davide e con etichette dedicate ai nonni Maria Alma e Bruno Zucchi.

 I quattro vini si qualificano come Lambrusco di Sorbara DOP derivanti da vigneti trentennali piantati in pianura lungo la riva destra del fiume Secchia, in località San Lorenzo sott’argine. Tutti Lambrusco di Sorbara, ma che differenza di tipologie e stili.

Purezza e Rosato sono vinificati con il metodo Charmat, mentre Infondo viene rifermentato in bottiglia secondo la tradizione locale. Infine il Metodo Classico millesimato che prevede un minimo di 26 mesi sui lieviti.

 I vini saranno recensiti in una prossima edizione della Newsletter Heres, ma nel frattempo non abbiamo potuto resistere a un'anteprima di Purezza basata sulle note di degustazione e sui commenti del Team Heres e di Antonio, oste e custode della cucina modenese che conosce e ama il Lambrusco da insider per eccellenza: “Un Sorbara fermentato in autoclave dai profumi di frutti di bosco e dalla tonalità rosa rubino brillante. Al sorso è vibrante e scattante, con cremose bollicine che avvolgono il palato. La freschezza appagante e il garbato finale sapido donano a questo vino infinita bevibilità!"

ENGLISH

Silvia Zucchi: the Lambrusco of fresh faces and bright ideas

By Burton Anderson

Lambrusco over its long history—not to worry, I won’t take you back to its antique origins but only to my early encounters with it in the 1970s—has endured as one of the most vivacious and convivial of Italian wines, but also one of the most misunderstood and mistreated, and, ultimately, one of its most beloved. Beloved above all by the people of its Emilian homeland but also by a growing number of outsiders, including a bevy of writers, who didn’t really need to learn to love it because it’s a wine that has a way of beckoning you with a burst of bubbles one day and leaving you—or at least me—hopelessly seduced.

But, in my case, it wasn’t love at first sight. My early tastes of Lambrusco were mainly of the rustic renditions served in osterie around Emilia and the commercial concoctions (too often amabile) found on supermarket shelves. Then there was that sweet stuff that conquered America in the 1970s, mass marketed as “nice on ice” and alluded to as “Italian Coca-Cola.”

Jump ahead a decade or so to my days of diligent research into the intricacies of Aceto Balsamico Tradizionale complemented by rounds of local dining and drinking and my discovery of the roseate ruby—and strictly dry—Lambrusco di Sorbara. Here a confession. Much as I revel in the deep purple froths of Castelvetro and the province of Reggio, to my taste the paradigm of Lambrusco is Sorbara.

Leap ahead another couple of decades during which time a renaissance of sorts carried Lambrusco di Sorbara to new levels of quality, integrity and … I was about to say prestige, but only among those cognoscenti who had kept close tabs on the progress with mounting admiration for the work of a couple of dozen producers, who, I’m delighted to observe, have influenced a new generation of winemakers with fresh faces and bright ideas.

Which brings us to Silvia Zucchi. Born in 1990, but with a good ten vintages behind her with the family firm of Zucchi (one of my favorite sources of Sorbara), Silvia has blossomed forth with a personalized range of wines inspired by her father Davide with labels dedicated to her grandparents Maria Alma and Bruno Zucchi. 

The four wines all qualify as Lambrusco di Sorbara DOP deriving from 30-year-old vineyards planted in the flatlands along the right bank of the Secchia river at a place called San Lorenzo sott’argine. Lambrusco di Sorbara all, but what a difference in types and styles.

Purezza and Rosé are vinified by the Charmat method. Infondo is refermented in bottle following a local tradition. Metodo Classico is made by the classic method of fermentation in bottle with 26 months on the lees.

All will be reviewed in a coming edition of the Heres Newsletter, but in the meantime we could hardly resist a sneak