Podere Forte Ada Metodo Classico 2016

By Burton Anderson

Con un inchino reverenziale alla Francia e allo Champagne, non si può negare la sfavillante certezza che la terra preminente del vino frizzante sia l'Italia. Tutto è iniziato con i Romani, che hanno inventato tecniche di arresto della fermentazione per trattenere le bollicine immergendo il vino in recipienti di terracotta in acqua fredda di sorgente. Hanno persino inventato tappi di sughero per sigillare queste piccole anfore. Catone il Vecchio scrisse di una predilezione per il "vino schiumoso" nel III secolo a.C., un omaggio riecheggiato due secoli dopo da Virgilio, e solo dopo due millenni da Dom Perignon, quando assaporò le stelle nello Champagne.

Nel corso dei secoli, gli italiani hanno escogitato una sorprendente gamma di metodi - alcuni rustici, altri artigianali, altri high-tech- per far rifermentare il vino e farlo frizzare, spumeggiare, scintillare ed esplodere con spettacolari botti seguiti da festose piogge di bolle (pratica chiaramente anatema per gli appassionati di bollicine come i nostri lettori).

Eventualmente la mania per le bollicine si è diffusa in tutto il paese, dalle Alpi ai pendii vulcanici del sud e alle sue isole. Si pensi al Lambrusco,  ad Asti e al Prosecco, alla Franciacorta, a Trento e all'Alta Langa, all'Oltrepò Pavese e ai Colli Piacentini e a quei paradisi di effervescenza che proliferano lungo la spina dorsale dell'Appennino dal Piemonte alla Calabria.

Anche la Toscana, patriarcato dei rossi da Sangiovese, ha mostrato una ritrovata propensione per i vini spumantizzati. Tra i nuovi arrivati spicca Ada Metodo Classico di Podere Forte, quell'oasi di viticoltura visionaria nella Val d'Orcia dove Pasquale Forte continua ad inseguire i suoi sogni pragmatici.

La produzione di Ada, guidata dall'enologo residente Cristian Cattaneo, è di fattura artigianale: un blanc de noir ottenuto dalla meticolosa selezione di uve Sangiovese coltivate in vigneti a 440-480 metri di altitudine. Dopo un passaggio di 24 ore in cella frigorifera a 4° C, i grappoli interi vengono pigiati in modo soffice fino a quando il succo estratto ottiene una leggera sfumatura di colore. La fermentazione avviene in acciaio, così come l'affinamento sulle fecce. Successivamente il vino viene imbottigliato con i lieviti selezionati dell'azienda e posto in pupitres per la classica fermentazione in bottiglia per un minimo di 24 mesi, a cui segue la sboccatura e l'aggiunta della liqueur d'expedition, formula segreta di casa Forte, per poi essere finalmente sigillato con il tappo a fungo.

Il Metodo Classico Ada Millesimo 2016 è un blanc de noir di grande personalità, che mostra un persistente fluire di bollicine fini per un vino dalla struttura e dal portamento classici. Il colore è un giallo oro chiaro, al naso spiccano aromi di crosta di pane fresco, fiori primaverili e note agrumate che si ritrovano al palato per una beva piena, croccante e agile.

Ada potrebbe invitare al confronto con i metodo classici del nord Italia e anche aldilà delle Alpi. Questo esercizio lo lascio agli altri mentre assaporo con scintillante consapevolezza la rinascita enologica della Val d'Orcia.

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Podere Forte Ada Metodo Classico 2016

By Burton Anderson

With a reverential bow to France and Champagne, there is no denying the scintillating certitude that the preeminent land of bubbly wine is Italy. It all started with the Romans, who invented techniques for arresting fermentation to retain bubbles by submerging wine in earthenware vessels into cold well water. They even came up with cork tops to seal small amphorae. Cato the Elder wrote of a fondness for “foaming wine” in the third century BC, a tribute echoed two centuries later by Virgil—but only two millennia later by Dom Perignon, when he savored the stars in Champagne.

Over the centuries, Italians have come up with a dazzling array of methods—some rustic, some artisanal, some high-tech—to make wines bubble, fizz, foam, sparkle and erupt with breathtaking pops into showers of festive glee (a practice clearly anathema to sophisticated bubbly buffs like our readers).

Eventually, the craze for bollicine mushroomed all over the country, from the Alps to the volcanic slopes of the south and islands. Think of Lambrusco, Prosecco and Asti, of Franciacorta, Trento and Alta Langa, of Oltrepò Pavese and Colli Piacentini and of those havens of effervescence that proliferate along the periphery of the Apennines from Piedmont to Calabria.

Even Tuscany, that patriarchy of reds from Sangiovese, has shown a newfound knack for wines that sparkle. Prominent among the newcomers is the Ada Metodo Classico of Podere Forte, that oasis of visionary viticulture in the Val d’Orcia where Pasquale Forte continues to pursue his pragmatic dreams.

Ada production is headed by resident winemaker Cristian Cattaneo, handcrafting a blanc de noir from a  selection Sangiovese grapes grown in vineyards at 440 to 480 meters of altitude. The whole bunches, after a day in cold storage at 4° C, are soft crushed to the point where the juice can be extracted with a miminum of skin color. Fermentation takes place in steel, as does refinement on the lees. Then the wine is bottled with the winery’s select yeasts and placed in pupitres to undergo the classic method of fermentation in bottle for a minimum of 24months followed by degorgement and the addition of the winery’s secret formula liqueur d’expedition before being sealed with corks.

Metodo Classico Ada Millesimo 2016 is a blanc de noir of striking personality, showing a persistent flow of fine bubbles in a wine of classic texture and poise. The color is a light yellow gold, with aromas of fresh baked bread and springtime flowers and citric notes that carry over to the fresh, dry, full, yet agile flavor.

Ada might invite comparisons with classic method wines from northern Italy and even from the other side of the Alps. I’ll leave that to others while I savor the most scintillating certitude yet of the emerging wines of the Val d’Orcia.