I vini di Carlo Hauner: esaltazione di terra e di mare

By Burton Anderson

 Dopo una stimolante videochiamata con Carlo Hauner, non riesco a immaginare un posto migliore di Salina e le isole Eolie dove vorrei essere in questa strana estate. Magari soggiornando in una camera con vista e il tempo per vagare lungo pendii sassosi con viti e cespugli di capperi, fino a calette appartate con in acque cristalline dove tuffarsi, e soffermarmi infine all’ombra di un terrazzo e pasteggiare coccolato dai sapori della terra e del mare locali.

Quella visita dovrà attendere, ahimè, ma nel frattempo cosa mi impedisce di sostituire la realtà con una cena immaginaria in compagnia di Carlo Hauner degustando i suoi vini? Hauner, come sappiamo, si è costruito la reputazione sulle inebrianti dolcezze della Malvasia delle Lipari Naturale e Passito, ma in questo pezzo l'attenzione si concentra su tre vini secchi ideali da sorseggiare d'estate con i sapori luminosi di Salina, o da bere in qualsiasi periodo dell'anno con piatti ispirati alle cucine di altri mondi.

Salina Bianco IGT da uve Insolia e Catarratto. Vinificato in acciaio e imbottigliato giovane, questo bianco dalla limpidezza brillante conserva freschi sentori floreali e fruttati di agrumi con note saline e minerali che riflettono le origini vulcaniche dell'isola. Considerato un aperitivo ideale, è un vino che a detta di Carlo va bevuto giovane, anche se ho il sospetto che dopo qualche anno in bottiglia mostrerebbe una profondità e una complessità inaspettate.

Iancura Terre Siciliane IGT da Malvasia delle Lipari con 10% circa di Insolia. Questa versione secca della Malvasia viene vinificata in acciaio e imbottigliata dopo 6 mesi. Si presenta di colore giallo paglierino chiaro con profumi di fiori e frutti mediterranei, agrumi, pesca, mandorla, e una bocca piena e gustosa con tocchi salini e minerali che contribuiscono ad un finale vibrante. Si tratta chiaramente di un vino bianco da pasto, che si abbina a una gamma completa di antipasti e primi piatti a base di pesce e verdure - e, come ho scoperto, a molto altro ancora.

Hierà Sicilia IGT da uve Calabrese con Alicante e Nocera coltivate sull’isola di Vulcano, dopo una lunga macerazione sulle bucce viene affinato per alcuni mesi in acciaio e poi in bottiglia. Di colore rubino violetto brillante, con profumi e sapori di frutta mediterranea, frutti di bosco e spezie, al palato mostra ampia struttura e profondità con una trama felpata e un finale persistente. Alcuni lo considerano un vino per carni e formaggi, ma io sostengo la versione di Carlo che lo abbina altrettanto bene a piatti di mare dal sapore deciso, come tranci di pesce spada alla griglia o tonno fresco con salsa di capperi.

Ho chiesto a Carlo di parlare dei cibi di Salina, mentre ascoltavo seduto assalito da un desiderio latente di essere-lì-adesso. Per cominciare ci sono i capperi e il frutto del cappero, detto cucuncio, conservati sotto sale, di cui Hauner è uno dei principali produttori.

 

Poi ci sono i pomodorini, piccoli e deliziosi, che crescono su piante che si estendono sui terreni sassosi assumendo una straordinaria concentrazione di sapore. Aggiungete i peperoncini intrisi di sole, aglio e basilico gigante come foglie di lattuga e olio extravergine d'oliva, e otterrete una pasta al pomodoro epica. Qualcuno potrebbe anche completarla con le acciughe locali. Poi ci sono i peperoni dolci e piccanti e le melanzane, la base di specialità siciliane come la peperonata e la caponata e decine di altre versioni, come la ratatouille, che catturano l’essenza del Mediterraneo in un solo piatto.

Il mare delle Eolie è ricco di pesci, molluschi e crostacei. Carlo ha sottolineato le specialità locali di pesce spada e calamaretti cucinati con la Malvasia. Ma le acque siciliane sono rinomate anche per il tonno, cucinato come una bistecca al sangue o servito squisitamente crudo.

Potrei passare alla pasta con le sarde o alla Norma, al cuscusù (cuscus siciliano) e continuare con una stuzzicante varietà di pecorini e caprini, pungenti e saporiti. La Sicilia è fonte di ogni sorta di frutta e noci, molti dei quali finiscono nei famosi dolci dell’isola, ma descrivere queste prelibatezze e la loro affinità con la Malvasia passita delle Lipari richiederebbe un altro capitolo.

 Per riassumere la mia visita immaginaria e le degustazioni che mi hanno accompagnato, sono tornato con la convinzione che tutti e tre i vini hanno il carattere per abbinarsi meravigliosamente a moltissimi piatti della cucina mondiale - e non lasciatevi ingannare dalla favola del bianco con il pesce e del rosso con la carne. Le eccezioni sfidano la regola. Per esempio, mi sto ancora meravigliando di come Iancura 2019 ha tenuto testa a un pasto toscano con tanto di pappardelle ai porcini, tortelli al ragù, arrosto di carne e selvaggina, quando mi sono trovato lo scorso fine settimana in un ristorante dove non c'era neanche un vino rosso in vista. 

Eppure ho il sospetto, e non vedo l'ora di provarlo, che questi vini danno il loro meglio assaporati a Salina sotto la pergola di una terrazza sul mare, durante un pranzo esaltato dai sapori dell’isole.

ENGLISH

The wines of Carlo Hauner: Uplifting flavors of land and sea

By Burton Anderson

After a stimulating video call with Carlo Hauner, I can’t imagine a place I’d rather be in this strangest of summers than Salina in the Aeolian Isles. Maybe staying in a place with a view and the time to wander along stony slopes with vines and caper bushes to a secluded spot to swim in crystalline waters and then linger on shady terraces over meals uplifted by flavors of local land and sea.

That visit will have to wait, alas, but in the meantime what’s to stop me from a vicarious version of spending some time tasting wines and dining with Carlo Hauner? Hauner, as we know, built an early reputation on the exquisitely sweet Malvasia delle Lipari Passito, but the focus this time is on three dry wines that strike me as ideally suited to summer sipping with the brilliant foods of Salina—or for that matter for drinking at any time of year with dishes from far-flung places.

Salina Bianco IGT comes from Insolia with Catarratto. Vinified in stainless steel and bottled young, this white of bright limpidity retains fresh floral and fruity scents of citrus with saline and mineral notes that reflect the volcanic origins of the island. Considered an ideal aperitif, it’s a wine that Carlo insists is best young, though I suspect it would show unexpected depth and complexity after a few years in bottle.

Iancura Terre Siciliane IGT comes fromMalvasia delle Lipari Secca with 10% Insolia. This dry version of Malvasia is a white vinified in stainless steel and bottled after 6 months. It shows pale straw yellow color with scents of Mediterranean flowers and fruits, suggesting citrus, peach, almonds and flavors that are round and full on the palate with saline and mineral touches that contribute to a vibrant finish. This is clearly a white wine for food, a match for a full range of antipasti and pasta dishes based on fish and vegetables—and, as I found, much more.

Hierà Sicilia IGT comes from Calabrese with Alicante and Nocera vinified with long maceration on the skins and matured for a few months in stainless steel and bottle. Bright ruby-violet with the fragrance and flavors of Mediterranean fruits, berries and spices, on the palate it shows ample structure and depth with plush texture and an elegant lingering finish. Some consider this a wine for meats and cheeses, but I back Carlo’s view that it’s equally well suited to seafood dishes of prounounced flavor, such as grilled swordfish steaks or fresh tuna with caper sauce.

I asked Carlo to talk about the foods of Salina, while I sat back and listened with wish-I-were-there envy. For a start there are capers and cucunci, the berries, preserved in sea salt, of which Hauner is a leading producer. Then there are pomodorini, the tiny tomatoes that grow on vines sprawling over the stony soils to assume extraordinary concentration of flavor. Add sun-soaked peperoncini, garlic and basil of lettuce-size leaves and extra virgin oil and you have the makings of an epic pasta al pomodoro. Some might even top it off with anchovies from Aeolian waters. Then there are sweet and piquant peppers and melanzane (eggplant), sources of Sicilian specialties of peperonata and caponata and dozens of others, like ratatouille, that capture the Mediterranean in a melting pot.

The sea provides a bounty of finny fish, mollusks and crustaceans. Carlo emphasized the local specialties of swordfish and calamaretti (tender young squid) cooked in Malvasia. Sicilian waters are renowned for tuna, cooked as rare steaks or served exquisitely raw.

I could go on to the likes of pasta con le sarde and pasta alla Norma, cuscusù  (Sicilian couscous) and on through a tantalizing array of sharp and salty sheep and goat cheeses. Sicily is the source of all manner of fruits and nuts, many of which end up in the desserts for which Sicily is famous, but describing them and their affinity with Malvasia Passito delle Lipari would require another chapter.

To sum up my vicarious visit and the tastings that followed, I came away convinced that all three wines have the character to make marvelous matches with a great many dishes of the world’s cuisines—and don’t be finagled by the fable of white with fish, red with meat. The exceptions defy the rule. For example, I’m still marveling over the way Iancura stood tall through a Tuscan meal of pappardelle with porcini, tortelli with ragout, and platters of roast meats and game when I found myself last weekend in a place with nary a red wine in sight.

And yet I suspect, and I can’t wait to prove it, that the wines could never be better than when savored at Salina under a pergola on a seaside terrace over lunches uplifted by flavors of land and sea.