Denis Race: Quintessenza Chablis

By Burton Anderson

Neal Martin di Vinous ha recentemente scritto: “Chablis è la Borgogna dei bianchi senza fronzoli, un'oasi di vitigni su suolo di calcare Kimmeridigano circondata da chilometri di landa incontaminato. La regione si è sempre auto-isolata dal vasto entroterra della Borgogna nonostante la comunanza di vitigni. Chablis si sente a suo agio e, oserei dire, persino grato di esistere come entità separata; ergo tende a marciare al suono di un tamburo diverso.”

Questa descrizione sembra catturare l'essenza della famiglia Race, la cui cantina nel cuore di Chablis è alla quarta generazione di produzione di Borgogna bianchi senza fronzoli. Di recente ho assaggiato un esempio del frutto delle loro fatiche, un'annata 2018 che ho descritto come la quintessenza dello Chablis: colore superbo, squisiti aromi di Chardonnay e un equilibrio acido di frutta con un'allettante mineralità. Il clima più fresco e le condizioni del suolo calcareo Kimmeridgiano distinguono i vini di Chablis dalla Cȏte d'Or: una tonalità più leggera e slanciata, ma non per questo meno elegante.

 

Denis Race, sua moglie Laurence e le figlie Claire e Marine formano una robusta famiglia di vignerons che marciano al suono del proprio tamburo, producendo vini con un grintoso senso di autonomia che li distingue dalle avanguardie di Chablis e dall'élite che detta il ritmo in termini di prezzo e prestigio.

Il domaine possiede 18 ettari di vigneto fino a 65 anni di età suddivisi in quattro denominazioni: Petit Chablis, Chablis, Chablis Premier Cru e Chablis Grand Cru.

 

Due delle loro tre figlie lavorano con Denis e Laurence nella tenuta: Claire, responsabile della vinificazione, e Marine, che lavora nei vigneti e si occupa dell'amministrazione. Denis è il maestro delle vigne con l'esperienza necessaria per affrontare le condizioni climatiche estreme dei vigneti più settentrionali della Borgogna. In primavera si confrontano con gli effetti potenzialmente disastrosi del gelo stendendo uno speciale telo ecologico sui filari per circa un mese per proteggere le nuove foglie dal gelo notturno.

 

L'uva, raccolta con macchine gestite da Denis e Marine, viene trasferita in presse pneumatiche, dove Claire prende il sopravvento. I mosti vengono fatti fermentare con lieviti selezionati, a cui seguono la fermentazione malolattica e nove-dieci mesi di maturazione, il tutto in tini di acciaio inox, prima di essere sottoposti a trattamento a freddo, filtrazione e imbottigliamento. Niente botti, niente anfore, niente formule segrete o espedienti. Concetti elementari, si potrebbe dire, ma il risultato è proprio per questo la quintessenza dello Chablis.

 

Domaine Denis Race produce circa 90.000 bottiglie all'anno di Chablis con un packaging luminoso, chiaro e semplice come la famiglia che le ha messe al mondo. La gamma include le denominazioni a origine controllata:

Petit Chablis

Chablis

Chablis Premier Cru Montmains, Montmains Vielle Vignes, Vaillons, Mont de Milieu

Chablis Grand Cru Blanchot

Una selezione degli Chablis of Denis Race sarà discussa in un prossimo numero della Newsletter di Heres.

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Domaine Denis Race: Quintessential Chablis

by Burton Anderson

Neal Martin of Vinous recently wrote the following: Chablis is white Burgundy without the frills, an oasis of vines inhabiting Kimmeridgian limestone surrounded by miles of unspoiled nothingness. The region has always self-isolated from the vast Burgundy hinterland despite commonality in terms of grape variety. Chablis feels comfortable and, dare I say, even grateful for existing as a separate entity; ergo it tends to march to its own tune.

That description seems to capture the essence of Denis Race and family, whose winery at the heart Chablis is in its fourth generation of crafting white Burgundy without the frills. I recently tasted an example of the fruit of their labors, a vintage 2018 that I described as quintessential Chablis: superb color, exquisite Chardonnay aromas and a luscious fruit acid balance with an enticing minerality. The cooler climate and soil conditions of the Kimmeridgian limestone of Chablis set wines apart from the Cȏte d’Or: a shade more lithe and slender but no less elegant.

Denis Race, his wife Laurence and daughters Claire and Marine make up a sturdy family of vignerons who march to their own tune, making wine with a gritty sense of autonomy that sets them apart from the avant-garde of Chablis and the elite who set the pace in terms of price and prestige.

The domaine possesses 18 hectares of vines up to 65 years old divided into four appellations: Petit Chablis, Chablis, Chablis Premier Cru and Chablis Grand Cru.

Two of their three daughters work with Denis and Laurence on the estate: Claire, in charge of winemaking, and Marine, who works in the vineyards and handles administration. Denis is the master of the vines with the experience to deal with the extremes of weather in Burgundy’s northernmost vineyards. In spring they confront the potentially disastrous effects of freezing, so they stretch a special ecological cloth over the vine rows for about a month to protect the new leaves from overnight frost.

Grapes, harvested by machines operated by Denis and Marine, are transferred to pneumatic presses, where Laurence and Claire take over. The musts are fermented with select yeasts, followed by malolactic fermentation and nine to ten months of maturation all in stainless steel vats before undergoing cold treatment, filtering and bottling. No barrels, no amphorae, no secret formulas or gimmicks, elemental, one might say, but the result is quintessential Chablis.

Domaine Denis Race produces about 90,000 bottles a year of Chablis with packaging as bright, clear and straightforward as the family behind them. These take in:

Petit Chablis AOC

Chablis AOC

Chablis Premier Cru Montmains, Montmains Vielle Vignes, Vaillons, Mont de Milieu

Chablis Grand Cru Blanchot

A selection of the Chablis of Denis Race will be discussed in an upcoming issue of the Heres Newsletter.